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I Centri di cultura italiana a New York: bandi e borse restano aperti

Le riaperture secondo quattro fasi e si moltiplicano le attività digitali

di Giuditta Giardini

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Le riaperture secondo quattro fasi e si moltiplicano le attività digitali


5' di lettura

Secondo il piano del governatore di New York, Andrew M. Cuomo, la ripresa delle attività sarà disposta in base a sette criteri e secondo esigenze regionali. Una volta che le regioni avranno raggiunto lo standard richiesto, sono previste quattro fasi per la ripresa con musei e istituti culturali rientranti nella quarta ed ultima fase (autunnale). Questa notizia ha generato malcontento e critiche da parte dei direttori dei musei e principali centri di cultura che con grande sforzo cercano di tenere alta l'attenzione e ricca l'offerta. Laura Mattioli, direttrice del Center for Italian Modern Art - CIMA , chiuso dal 13 marzo e rientrato nel programma dello Stato federale di sovvenzionamento bimestrale delle piccole attività no profit, considera la riapertura in fase 4 “una misura sproporzionata, stiamo chiedendo di anticiparla alla fase 2 o 3 alla peggio, il CIMA è già pronto a riaprire”. Sebbene lontani geograficamente dall'Italia, le istituzioni che a New York promuovono la cultura dello stivale - nonostante le perdite - lottano per assicurare ad ogni costo aiuti, borse e visibilità per artisti o studiosi di arte e cultura italiana.

L'arte a New York durante il Covid 19

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L' Italian Academy presso l'Università Columbia , avamposto culturale italiano dal 1927, il primo centro di studi avanzati di cultura italiana al mondo, con il suo endowment di 10 milioni di dollari finanzia borse di studio annuali per fellow impegnati nella ricerca filo-italiana (tra i senior fellow ci sono Renzo Piano e Salvatore Settis). Durante i mesi di lockdown racconta la direttrice esecutiva dell'Academy, Barbara Faedda, “abbiamo trasformato i seminari settimanali per i borsisti in webinar . A breve saremo in grado di offrire gli stessi contenuti che presentiamo dal vivo, online” e continua “essendo un centro di studi avanzati - dice Faedda - la nostra offerta digitale deve mantenersi ad un certo livello; stiamo valutando se convertire in webinar gli incontri del nostro International Observatory for Cultural Heritage e degli altri progetti in corso già posticipati all'autunno 2020. Non vorremmo essere troppo precipitosi perché tradurre tutto in digitale non è la soluzione. La ricerca avanzata dialoga costantemente con il pubblico a cui presenta, per cui interpreta e trasmette il sapere scientifico. La ricerca e la promozione culturale devono sempre andare avanti soprattutto nei momenti di difficoltà, questo è il messaggio che vogliamo dare”. Si sta dando un gran da fare in queste settimane di riposo forzato, La Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University che quest'anno compie trent'anni. È una delle 12 prestigiose case internazionali di NYU, finanziata dal ricco endowment, lascito dalla sua fondatrice, la baronessa Mariuccia Zerilli-Marimò. In tempi record La Casa Italiana ha convertito un centinaio di eventi in programma per (tutto) il 2020 in formato digitale. Il direttore, il professor Stefano Albertini, è entusiasta della riuscita. Tra gli appuntamenti immancabili c'è “Tutti a Casa”, una serie di chiacchierate con personaggi illustri, e Parole e Parole, celebre l' episodio con la classicista e storica Eva Cantarella sullo “iettatore”. Da non perdere è il tour virtuale per la mostra (oggi purtroppo chiusa) “Propaganda”, curata da Nicola Lucchi, sulla produzione artistica del ventennio in collaborazione con la Fondazione Cirulli di Bologna . “La mostra analizza la propaganda politica fascista da un punto di vista non soltanto politico - spiega il direttore Albertini - ma estetico e soprattutto commerciale. Per renderla fruibile da casa, abbiamo realizzato un tour VDR con voce narrante del curatore (tra poco disponibile)”.

Incontri remoti e scholarship
L'Italian Cultural Institute (IIC), annesso al Consolato d'Italia è impegnato nella promozione di studi e mostre italiane su Raffaello, aperte, chiuse e oggi ri-aperte in Italia. “La mostra in programma per il cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio è diventata un ciclo di incontri #Raffaello500 in partnership con cinque istituti di cultura Usa e due canadesi” racconta l'Acting Director e Attaché per gli Affari Culturali del Consolato, Paolo Barlera. Parteciperanno allo Zoom webinar del 27 maggio, Marco Leona , del dipartimento di conservazione e ricerca scientifica del Metropolitan Museum of Art , Antonio Sgamellotti, dell' Accedemia dei Lincei e Virginia Lapenta, curatrice capo di Villa Farnesina . I due Premio New York ”, che ogni anno l'IIC assegna a due creativi italiani sotto i 45 anni e che prevede due residenze artistiche per sei mesi sono state interrotte per mancanza dei presupposti necessari per lo svolgimento, ma Barlera è fiducioso e parla di una pronta riattivazione autunnale. Sono state rimandate le due mostre in programma per l'autunno, una organizzata con la Watson Library del MET sui libri di artisti anni ‘50 e ‘60 della collezione Dematteis e l'altra sull'Arte Povera in partnership con Magazzino Italian Art . Nato tre anni fa con un focus sull'Arte Povera italiana e opere della collezione di Nancy Olnick e Giorgio Spanu, Magazzino Italian Art, è una fondazione privata no-profit situata a Cold Spring, NY e presenza importante nella scena culturale newyorchese con presenza all' Armory Show (anche quello dello scorso marzo, pre-lockdown). Chiuso dall'11 marzo, il 19 maggio ha fatto sapere di essere tra le prime istituzioni culturali dello Stato di New York ad adottare misure e dispositivi elettronici per il social distancing che faciliteranno la riapertura. Nell'era del Covid Magazzino è diventato “ Magazzino da Casa ” (programma che verrà mantenuto anche dopo la riapertura). “Durante il lockdown - spiega Vittorio Calabrese, direttore di Magazzino - con Homemade abbiamo figurativamente invitato 8 artisti italiani a New York a realizzare opere che riflettano sull'importanza del legame con la comunità in questo momento storico in cui gli artisti vengono trascurati”. Oltre alle scholarship, Magazzino fornisce aiuto concreto dato agli artisti coinvolgendoli in progetti digitali. Sono in programma webinar sulle opere realizzate di cui Magazzino funge solo da vetrina in vista della messa in vendita.
Anche il CIMA assicura le borse per storici dell'arte per il prossimo semestre “in questo momento il settore artistico ha bisogno di aiuti” afferma la direttrice del CIMA, Laura Mattioli “è importante che i vincitori delle borse siano presenti a New York, il CIMA è famoso per dare la possibilità ai ricercatori di stare a lungo con le opere, approfondendole, senza abusare del medium fotografico/digitale”. La mostra su arcadian nudes di Marino Marini dello scorso ottobre 2019 non riaprirà perché gran parte delle opere sono italiane, notificate e quindi devono rientrare. Per l'autunno 2020, è in programma una mostra sugli anni newyorchesi di Mario Schifano 1960-1965 (dal 14 ottobre 2020) con opere presenti in Italia e altre già negli Usa”.

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