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Auto elettriche di alta gamma: il big cinese Faw investe un miliardo in Emilia in tandem con Silk Ev

Nella Motor Valley design e produzione di vetture elettriche e plug-in alto di gamma e sportive. Assunzioni al via entro giugno

di Stefano Carrer

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Nella Motor Valley design e produzione di vetture elettriche e plug-in alto di gamma e sportive. Assunzioni al via entro giugno


5' di lettura

Uno dei principali costruttori automobilistici cinesi sceglie l'Italia per il suo primo grande investimento all'estero. Il gruppo statale Faw, in tandem con la start-up specializzata in ingegneria e design Silk Ev , ha annunciato, come anticipato dal Sole 24 ore il 27 aprile, un investimento in Emilia-Romagna di oltre un miliardo di euro per la progettazione, ingegnerizzazione e produzione di vetture di alta gamma elettriche e plug-in, sportive e supersportive comprese. In tempi di coronavirus, l'annuncio è arrivato in un incontro online Italia-Cina via xylink alla quale hanno partecipato Manlio Di Stefano (sottosegretario agli Esteri con delega sull'Asia), Vincenzo Colla (assessore allo sviluppo Economico dell'Emilia-Romagna) e una serie di autorità cinesi.

Nella Motor Valley emiliana. «Oggi vogliamo celebrare un passo importante della collaborazione tra FAW, la Provincia di Jilin, la Regione Emilia-Romagna e Silk EV. La Motor Valley emiliana è il luogo di nascita di molte hypercar di fama mondiale e da qui vogliamo partire per la strategia di sviluppo di questo progetto - ha dichiarato Lei Ping, VP GM di Faw Group - Oggi si rafforza ulteriormente la nostra collaborazione all'interno dell'ecosistema automotive italiano e cinese».

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Assunzioni presto al via. Il progetto di una sorta di Tesla a targa cinese nella Motor Valley emiliana ha il potenziale per creare migliaia di posti di lavoro: in programma le assunzioni inizieranno entro la fine di giugno. L'auspicio ottimistico dei cinesi è che la produzione possa esser avviata verso la fine del 2021.
L'idea è di concentrare nel distretto sia un Centro di Innovazione/ricerca e sviluppo e uno di design sia le attività produttive. Per la localizzazione specifica della nuova fabbrica di vetture a emissioni zero o ibride, è verosimile che ci vorranno alcuni mesi. In parallelo, proseguiranno i negoziati con le autorità italiane competenti per le facilitazioni all'investimento. In prospettiva, le vetture saranno prodotte in Italia per il mercato globale, non solo quello europeo. Alcuni modelli saranno realizzati solo in Italia e potranno essere esportati anche in Cina.

Investimento parallelo in Cina. Le due società hanno annunciato un accordo il 23 aprile che copre le future attività congiunte in Cina e all'estero. Il piano è quello di riprodurre in una base all'estero il progetto appena decollato in Cina. Dopo aver completato a marzo una espansione delle strutture produttive esistenti a Changchun, il gruppo statale cinese ha avviato il 17 aprile nelle vicinanze del capoluogo del Jilin la costruzione di una nuova fabbrica per il suo marchio premium Hongqi, che dovrebbe iniziare la produzione nel 2022 con una capacità fino a 200mila vetture l'anno: un investimento da circa un miliardo di euro - più 350 milioni per un centro di innovazione e test. L'investimento in Italia sarebbe dunque parallelo e di dimensioni e caratteristiche simili.

La start-up partner. «Siamo orgogliosi di dare ufficialmente il via a questo grande progetto internazionale, che si compone della lunga tradizione italiana, in particolare della Motor Valley, nel Design, Ricerca e Sviluppo, da capitali internazionali e dalla solidità di un partner come FAW - ha dichiarato Jonathan Krane, chairman Silk EV - Il progetto contribuirà a sostenere importanti investimenti in Italia, creare innovazione e garantire opportunità occupazionali. Ci auguriamo che questa grande alleanza possa rappresentare un'occasione di crescita dei due Paesi e un passo avanti dell'Italia nell'elettrificazione».
Resta da chiedersi perché un grande gruppo come FAW dovrebbe aver bisogno di entrare in joint venture con una start-up come Silk Ev, fondata solo l'anno scorso. Una risposta che filtra è che, se in Cina FAW è un colosso, per l'avvio dell'espansione internazionale debba guardare a competenze anche esterne che facciano da collettore di talenti. Così come sono stati considerati l' eccellenza ingegneristica e il posizionamento fortissimo dell'Italia nei segmenti lusso e sport per decidere di investire in Italia. Silk Ev fa capo a Krane, Ceo di KraneShares - società di gestione patrimoniale che offre agli investitori internazionali di operare sul mercato cinese dei fondi - la cui quota di maggioranza risulta passata alla banca d'investimento cinese CICC. Silk Ev ha sede formale negli Usa presso Krane e dichiara attività operative in Cina e in Italia, dove è ospitata nel palazzo della multinazionale austriaca Avl a Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, in attesa di trasferirsi in una sede autonoma.

Discussioni sulla strategia di brand
Sulla strategia di brand, le discussioni sarebbero in corso: sembra che sia in esame la possibilità di lanciare dall'Italia un nuovo marchio per i mercati internazionali. Hongqi è una sorta di simbolo della Cina: significa «Bandiera Rossa» e dalla fine degli anni '50 si identifica con le grandi limousine dei dirigenti del partito e dello Stato (a partire dalla vecchia CA72 di Mao). Una crescita esponenziale di questo storico marchio - che fino al 2018 aveva solo due modelli in catalogo - in direzione dell'alto di gamma a forti connotazioni sportive e eco-friendly è fondamentale nelle nuove strategie del gruppo, ma non è detto che questo brand sia il migliore possibile fuori dai confini nazionali.

I piani di Faw
Faw ha avuto alterne vicende da quando fu fondata, nel 1953, con il supporto dei russi della Zil, a Changchun, in Manciuria, per produrre prima un camion e poi, dal 1958, le grandi limousine di stato. Da quando il governo cinese decise di puntare su un forte sviluppo dell'industria automobilistica nazionale, la Casa più antica della Repubblica Popolare - Faw, acronimo di First Automobile Works - è cresciuta a ritmi accelerati ed è rimasta la più grande, anche se Changchun (ex capitale dello stato-fantoccio del Manchukuo prima della guerra, ora capoluogo della provincia di Jilin) ha perso il ruolo di incontrastata capitale dell'auto.

Risale al 1991 la joint venture con Volkswagen Group che rimane uno dei pilastri del gruppo, assieme ad altre intese collaborazioni come quelle con Toyota e Mazda. Nel 2004 ha superato una produzione di un milione di vetture l'anno e nel 2019 ha commercializzato 3,464 di autoveicoli.
Sotto la guida di Xu Liuping, presidente dal 2017, il gruppo ha ricalibrato le sue strategie per far fronte ai grandi cambiamenti del mercato. Uno dei cardini della nuova strategia è lo sviluppo e la ridefinizione del marchio Hongqi per cercare di farne - come ha detto Xu all'inizio di quest'anno, il «benchmark per l'industria automobilistica cinese dell'alto di gamma», con forti connotazioni sportive e ecologiche. L'obiettivo per il marchio - che fino al 2018 aveva in gamma solo una limousine e una berlina compatta - è di raddoppiare quest'anno le vendite a 200mila, con target a un milione nel 2030. Il marchio conta di introdurre almeno 21 nuovi modelli entro 5 anni, di cui 18 elettrici. Nel primo trimestre di quest'anno, segnato dai problemi causati dall'epidemia da cui il gruppo è sostanzialmente uscito già agli inizi di marzo, Hongqi ha aumentato le vendite dell'88% rispetto a un anno prima a 25mila unità, a fronte di una limitazione delle vendite del gruppo a 607mila veicoli.

Vetture iperconnesse
Dalla nuova fabbrica di Changchun usciranno dal 2022 vetture della serie S, di cui si è vista una anteprima al salone di Francoforte dell'anno scorso con la S9, primo modello supersportivo con motore ibrido V8T da 1.400 cavalli e velocità massima di 400 km orari. Sulla scia di questo progetto si innesta ora la prima incursione internazionale del gruppo, che intende replicarlo in Italia. Oltre che di lusso ed ecologiche, le vetture di punta del gruppo Faw promettono di essere iperconnesse: Faw è nel novero dei costruttori cinesi che hanno appena firmato con Huawei Technologies l'alleanza “5G automotive ecosystem” per lo sviluppo delle più avanzate tecnologie di connessione specifiche per il settore automobilistico.

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