la comunità

I cinesi in Italia: 300mila residenti e 50mila imprese

di Rita Fatiguso


(Ap)

3' di lettura

Ci saranno anche esponenti di spicco delle comunità cinesi in Italia ad accogliere il loro presidente Xi Jinping nella cerimonia che si terrà a Palazzo Venezia. Un deciso salto di qualità rispetto a quando, nel 2011, l'allora vicepresidente Xi Jinping fece tappa a Milano e alcuni di loro colsero l'occasione al volo per andarlo a salutare informalmente nella hall dell'albergo. Economicamente ma, anche, nella capacità di integrarsi, le comunità cinesi hanno fatto grandi progressi. Molto competitive all'interno, soltanto a Milano ci sono 16 associazioni riconosciute, più quella che le federa tutte e fa 17.
La Cina in Italia. Sono circa 300mila i cinesi residenti in Italia, 50mila le imprese, con una fortissima partecipazione femminile. Le comunità più forti sono a Milano, Prato e Roma. La Fondazione Italia Cina nell'ultima edizione di Mondocinese dedicata ai Nuovi cinesi ne ha tratteggiato l'identikit.
A fine 2017 risultavano direttamente presenti in Italia, attraverso almeno un'impresa partecipata circa 300 gruppi, di cui 216 cinesi e 84 con sede principale a Hong Kong. Quanto alla distribuzione territoriale delle imprese partecipate sono concentrate per i quattro quinti del totale nelle regioni settentrionali. Spicca la Lombardia, che ospita 214 imprese a capitale cinese, pari al 41,6% del totale; seguono Lazio con 71 imprese, Emilia-Romagna con 46, Piemonte con 40 e Veneto con 36. La Lombardia guida anche la graduatoria relativa al numero di dipendenti (8.357, pari al 32,1% del totale), seguita da Emilia-Romagna (3.846), Piemonte (3.801), Veneto (3.094) e Liguria (2.932); queste cinque regioni pesano da sole per quasi l'85% del totale.
Ma quanto vale la Cina per l'Italia e in Italia?
Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos Italia hanno rielaborato i dati Istat quantificandone i valori. I rapporti con la Cina valgono 17,6 miliardi per la Lombardia nel 2018, il 40% del totale italiano che è di 44 miliardi. Cresce l'interscambio regionale, +10,9% in un anno. Si tratta di 13 miliardi di import (+10,5%) e 4,4 miliardi di export (+12,2%). La Lombardia è seguita in Italia da Veneto ed Emilia Romagna (oltre 5 miliardi) e Piemonte con 4 miliardi. Prime a livello nazionale Milano (8 miliardi, +12,7%) e Lodi (2,3 miliardi, +20,4%). Vengono poi Torino, Bologna, Treviso e Vicenza. Tra le prime 10 con oltre un miliardo di scambi anche le lombarde Bergamo (+7,1%), Monza Brianza (+10%) e Brescia (+8%).
Gli scambi lombardi con la Cina per settori segnalano nell'import computer e apparecchi elettronici con 4 miliardi (+26,3%), tessile e moda con 1,5 miliardi e metalli con 1,3 miliardi (+11,9%). Nell'export spiccano i macchinari con 1,2 miliardi (+13,7%), la moda con 1 miliardo (+14,4%) e i prodotti chimici con 385 milioni (+29,2%).
L'Italia in Cina: si stima che le imprese cinesi a partecipazione italiana siano oltre 1700, con circa 150 mila addetti e un giro d'affari di 22 miliardi di euro. A queste vanno sommate le 450 imprese a capitale italiano presenti a Hong Kong, che contano circa 8 mila addetti per un giro d'affari di oltre 2,3 miliardi di euro. Nel complesso, il numero di imprese italiane direttamente presenti in Cina o a Hong Kong – con uffici di rappresentanza, joint venture o WFOE (wholly foreign owned enterprises) – supera di gran lunga le 2 mila unità, un dato più che raddoppiato negli ultimi quindici anni.
Le conseguenze della firma del Memorandum sulla Belt&Road, secondo la maggioranza delle circa 200 imprese che operano con l'estero, non saranno rilevanti per il 42% e lo saranno per il 37%. Secondo la rilevazione di Promos Italia, un bel match, ancora tutto da scoprire, tra ottimisti e pessimisti.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti