ACCIAIO

I cinesi di Jingye rilevano British Steel

Il gruppo Jingye ha dichiarato, questa mattina, che è in trattative per l’acquisto di British Steel, dopo lo stallo dei negoziati con i turchi di Ataer. Ma l’interesse cinese sull’acciaio europeo è un disegno ad ampio spettro

di Laura Cavestri


default onloading pic
(© Alan Dawson)

2' di lettura

Le indiscrezioni hanno trovato conferma. Il gruppo cinese Jingye ha raggiunto un accordo per acquisire il produttore siderurgico British Steel in bancarotta. Lo riporta l’Afp, secondo cui non sono ancora stati resi noti i termini economici dell'accordo.

Un affare stimato in circa 70 milioni di sterline (90 milioni di dollari) che potrebbe essere l’unica possibilità di tutela per migliaia di posti di lavoro britannici di un colosso da tempo in crisi e le cui trattative co i turchi di Ataer erano già entrate in stallo.

Secondo indiscrezioni, il presidente di Jingye Group, Li Ganpo, avrebbe visitato la British Steel la scorsa settimana, incontrando i rappresentanti poolitici di Scunthorpe (dove ha sede lo stabilimento).

Secondo il Financial Times, la società cinese avrebbe l’obiettivo di aumentare la produzione di Scunthorpe da 2,5 milioni di tonnellate a oltre 3 milioni l’anno, con interventi mirati per migliorare l’efficienza del sito, ma punta anche sulla riduzione dei costi.

La crisi del gruppo inglese
British Steel è stata messa in liquidazione obbligatoria il 22 maggio dopo che Greybull Capital, che ha acquistato l’azienda per una sterlina da Tata Steel tre anni fa, non è riuscito a ottenere finanziamenti per continuare le sue operazioni. Ad agosto, il fondo pensionistico militare turco Oyak aveva dichiarato di aver raggiunto un accordo provvisorio per rilevare British Steel. Che alla fine non è stato concluso.
Da maggio, British Steel è operativa grazie al sostegno del governo britannico: 5mila posti di lavoro all’impianto di Scunthorpe più
altri 20mila circa dell’indotto, sembrano ora dipendere dalle mosse di
Jingye Group, conglomerata cinese fondata nell’Hebei nel 1994, attiva, tra
l’altro, nel real estate, nella chimica e anche nell’acciaio.

La lunga mano del Dragone
L’interesse della Cina per l’acciaio europeo è però una strategia mirata e di lungo termine. Con un investimento di 46 milioni di euro, Hebei Iron and Steel Group (Hbis), secondo player cinese, ha rilevato in Serbia l’acciaieria Smederevo, la più grande del Paese. L’accordo fu siglato con la visita a Belgrado, a giugno 2016, del presidente Xi Jinping.
Hbis aveva acquisito nel 2014 anche Duferco Trading, trader europeo dell’acciaio basato in Svizzera. Se in questo quadro possa inserirsi l’apertura di una trattativa anche per Ilva –e in nodo infrastrutturale mediterraneo al quale la Cina è da tempo interessata – è prematuro dirlo.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...