I tavoli di crisi in Veneto

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I cinesi lasciano la fabbrica di Belluno: ora serve un advisor

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Un’altra crisi che non dipende da fattori di mercato, anzi: non salvare la storica fabbrica dei compressori per frigoriferi di Mel, Belluno, divenuta di proprietà cinese nel 2014 (Acc Wanbao), significa mettere a rischio la fornitura verso altri stabilimenti, Electrolux di Susegana in primis, dove si sono investiti130 milioni di euro per il futuro produttivo, e - secondo i sindacati - significa consegnare le stesse multinazionali dell’elettrodomestico europee nelle mani del mercato cinese per avere compressori con cui assemblare i frigoriferi. Una vertenza che riguarda un intero territorio, come ha dimostrato la manifestazione dello scorso 10 dicembre. Secondo Claudia Ferri della Fiom nazionale «appare chiaro come non ci siano strumenti legislativi efficaci per evitare che le nostre aziende vengano depredate da imprenditori senza reali obiettivi di rilancio. Abbiamo la necessità di sviluppare una vera politica industriale, uscendo dallo stato di emergenza continua».

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Anche questa crisi è seguita da Regione Veneto e Mise dove lo scorso 17 dicembre la delegazione aziendale cinese ha confermato l’intenzione di proseguire nel percorso di dismissione del sito produttivo di Mel (BL), nonché la volontà di individuare nuovi possibili investitori attraverso un advisor. Il ministero ha annunciato la volontà di valutare la possibilità di far rientrare l'azienda sotto gestione commissariale.

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