DL CURA ITALIA

I commercialisti chiedono la sospensione generalizzata dei versamenti

Il Consiglio nazionale propone di intervenire su 22 articoli, con interventi finalizzati ad ampliare le tutele e a ridurre il rischio di contenzioso. Appello per rinviare l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa

di Federica Micardi

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(ANSA)

Il Consiglio nazionale propone di intervenire su 22 articoli, con interventi finalizzati ad ampliare le tutele e a ridurre il rischio di contenzioso. Appello per rinviare l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa


4' di lettura

Sospensione generalizzata e quanto più prolungata possibile degli adempimenti e dei versamenti per tutto il territorio nazionale e per tutti i contribuenti, con ripresa dei versamenti senza sanzioni o interessi in forma rateizzata non inferiore a sei mesi. È questa la prima richiesta che i commercialisti hanno inserito tra le proposte di emendamento al Dl Cura Italia contenute in un documento del Consiglio nazionale inviato alla Commissione bilancio del senato.

Gli emendamenti proposti dal Consiglio nazionale dei commercialisti

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In particolare i versamenti di cui si richiede la sospensione riguardano:
tributi, ritenute, contributi e premi assicurativi, sia correnti che rateizzati, nonché ai diritti camerali;
somme dovute per avvisi bonari, accertamento con adesione, mediazione tributaria, conciliazione giudiziale, acquiescenza e definizione agevolata delle sanzioni;
versamenti da effettuare a seguito di cartelle di pagamento o ingiunzioni o avvisi di accertamento esecutivi, nonché relativi alla rottamazione dei ruoli, al saldo e stralcio e alle altre definizioni agevolate.

Il Cndcec chiede inoltre al legislatore di prevedere una clausola di salvaguardia per mettere in sicurezza tutte quelle agevolazioni fiscali (si pensi, ad esempio, a quelle relative all'acquisto della prima casa) che richiedono il rispetto di termini o condizioni che, data la situazione, potrebbero non essere rispettati.

I commercialisti hanno suggerito di intervenire su 22 articoli. Oltre agli interventi fiscali (articoli 61, 62, 62bis, e dal 65 al 68) hanno fatto proposte emendative anche su lavoro e liquidità, vediamo di seguito quali.

Le misure a sostegno del lavoro
All'articolo 19 viene chiesto di eliminare la comunicazione preventiva dato che gli ammortizzatori hanno anche effetto retroattivo e di estende la tutela garantita dagli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori assunti dal 24 febbraio 2020 fino all'11 marzo 2020.

Viene anche proposto di estende l'ambito di applicazione della cassa integrazione in deroga alle aziende rientranti esclusivamente nel campo di applicazione della CIGS, in mancanza di ulteriori misure specifiche e ai lavoratori assunti dal 24 febbraio 2020 fino all'11 marzo 2020 (articolo 22).

Per i datori di lavoro rientranti esclusivamente nel campo di applicazione della Cassa integrazione Straordinaria, si prevede una causale “Emergenza COVID-19” di ricorso al trattamento con procedure semplificate e esenzione dal contributo addizionale (articolo 22-bis).

Viene chiesto di estendere l'indennità per professionisti e co.co.co. (articolo 27) anche ai professionisti iscritti alle Casse di previdenza , di non sottoporre questa indennità a tassazione e di esentare anche le indennità erogate dalle Casse di previdenza.

I commercialisti chiedono che l'invio delle domande per fruire delle indennità sia consentito anche agli intermediari abilitati (articolo 36).

In merito all'articolo 42 (disposizioni Inail) per evitare il rischio di contenzioso si consiglia di specificare il perimetro degli aventi diritto limitandolo alle sole attività riconducibili al contatto diretto con ammalati acclarati di coronavirus quali il comparto sanitario, tutti gli addetti al funzionamento dei presidi sanitari (addetti alle pulizie, alle cucine, ecc.), gli addetti delle imprese di pompe funebri e dei cimiteri.

Per quanto riguarda la sospensione delle procedure di impugnazione dei licenziamenti (articolo 46) si suggerisce di fugare ogni dubbio circa l'efficacia dei licenziamenti intimati prima dell'entrata in vigore del Dl 18/2020 e di ultimare le procedure di licenziamento collettivo in relazione alle quali si sia raggiunto un accordo sindacale.

Misure a sostegno della liquidità
La proposta di modifica all'articolo 49, relativo al fondo di garanzia delle Pmi, amplia la platea dei beneficiari – includendo ad esempio il settore del turismo - e degli investimenti ammissibili.

Si chiede più tempo (12 mesi e non 9) per accedere al fondo di solidarietà mutui prima casa (articolo 54) e di esplicitare che anche i professionisti iscritti agli ordini potranno accedervi, così da fugare ogni dubbio in merito. Chiarimento da inserire anche all'articolo 56 (Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall'epidemia di COVID-19)

Viene inoltre chiesto di estendere anche ai professionisti il credito d'imposta in caso di locazione dei locali per lo svolgimento dell'attività; la norma (articolo 65) prevede per il solo mese di marzo e i commercialisti ne chiedono l’applicazione fino al mese di giugno

Per incentivare le erogazioni liberali (articolo 66) si suggerisce di ampliare la platea dei soggetti erogatori e di rendere la cessione di beni esente Iva.

Altre misure
Consentire agli organi di rappresentanza (articolo 73) di incontrarsi a distanza non solo in videoconferenza ma anche con altri mezzi di telecomunicazione audio e video, e alle società di poter procedere all'approvazione del bilancio entro il maggior termine di 260 giorni dalla chiusura dell'esercizio (articolo 106). Prevedere l'inoperatività dei rimedi societari in caso di perdite e l'inoperatività della causa di scioglimento della società per riduzione del capitale sociale nel corso dell'esercizio 2020
Allungare i tempi in materia di sospensione dei termini in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare, amministrativa (articolo 84), contabile e tributaria (articoli 83, 84 o 85)

Data la situazione contingente e l'inevitabile arresto della produttività si chiede di sospendere l'entrata in vigore del Codice della crisi d'impresa (articolo 106) e un ulteriore slittamento del termine di approvazione del rendiconto 2019 degli enti territoriali e dei loro organismi strumentali (articolo 107)

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