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I commercialisti entrano in classe e spiegano le tasse ai bambini

I commercialisti di Milano provano a raccontare il fisco agli studenti delle classi quarta e quinta della scuola primaria. A loro è dedicato il progetto “Ti spiego le tasse”: un tour nelle scuole che, con le lezioni al Collegio San Carlo, giovedì 26 settembre ha inaugurato la quinta edizione

di Valentina Maglione


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Un’immagine del cartone animato proiettato in occasione dell’evento “Ti spiego le tasse”

2' di lettura

«Mamma, ma chi paga per gli ospedali, le scuole, l’illuminazione delle strade e i pompieri?». «Lo Stato, con i soldi che gli diamo noi cittadini con le tasse. Se non ci fossero le tasse, non avremmo l’acqua né la luce, non ci sarebbero le strade né i giardini pubblici». È così, puntando sulla relazione tra prelievo e servizi spiegata in un cartone animato da una madre al figlio, che i commercialisti di Milano provano a raccontare il fisco agli studenti delle classi quarta e quinta della scuola primaria.

A loro è dedicato il progetto “Ti spiego le tasse”: un tour nelle scuole che, con le lezioni al Collegio San Carlo, giovedì 26 settembre ha inaugurato la quinta edizione.

L’obiettivo è ambizioso: diffondere tra i bambini un approccio culturale nuovo al tema delle tasse, spesso vissute con negatività dagli adulti. E, in definitiva, «contribuire a formare cittadini di domani responsabili e attivi», dice Edoardo Ginevra, presidente di Aidc Milano, l’associazione dei commercialisti.

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Il progetto è stato messo a punto cinque anni fa dall’associazione e dall’Ordine dei commercialisti di Milano. Oggi ad attuarlo nelle scuole (pubbliche e private) di Milano e provincia sono 150 commercialisti (volontari e formati da una psicologa). Ma le lezioni si tengono anche in altre zone d’Italia con il format messo a disposizione da Aidc.

Nelle aule viene proiettato il cartone animato che introduce il tema e poi ai bambini vengono presentate le tasse principali: «Lo Stato ci chiede un po' dei nostri soldi in tre situazioni - spiega in aula Lodovico Gaslini, ex presidente Aidc Milano e tra gli ideatori del progetto -: quando lavoriamo, con l’Irpef; quando compriamo qualcosa, con l’Iva; e se abbiamo una casa, con l’Imu».

Quindi i bambini sono invitati a pagare le tasse per la prima volta: ognuno sceglie una tassa e scrive il nome su un foglio da appallottolare e poi lanciare verso il disegno del salvadaio-Stato. La più gettonata? L’Iva, la più facile da ricordare. A fine lezione ai bimbi viene consegnato il «Decalogo del piccolo contribuente», un manifesto con 10 pillole di educazione fiscale da portare a casa o appendere in classe.

Per le prime lezioni di quest’anno è stato scelto il Collegio San Carlo. «Questi incontri - spiega il preside, Osvaldo Songini - si inseriscono nell’ambito della “Settimana dell’educazione finanziaria”, un progetto dell’Istituto per promuovere l’educazione civica e la cittadinanza attiva. Per noi è importante che i bambini apprendano che il principio mutualistico e la condivisione sono indispensabili per garantire il welfare e la vita in comune».

Ma qual è la reazione dei piccoli messi di fronte alle tasse? «Le lezioni piacciono ai bambini - dice Ginevra-: l’anno scorso le maestre ci hanno fatto avere letterine e anche poesie sulle tasse. Il nostro entusiasmo cresce, tanto che pensiamo a un nuovo progetto sulla cultura della legalità nel mondo dell’economia da proporre agli studenti delle scuole superiori».

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