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il quesito di dichiarazioni 24/1

I compensi per diritto d’autore nella soglia annuale del forfettario

di Alessandra Caputo e Gian Paolo Tosoni


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(fiore26 - Fotolia)

2' di lettura

Un contribuente nel 2018 ha svolto attività di lavoro dipendente part-time. Opera contestualmente con partita Iva come perito per una compagnia d’assicurazioni e percepisce compensi a titolo di diritto d’autore da una società specializzata nel campo assicurativo. Questi ultimi compensi vanno computati ai fini del regime forfettario, vista la soglia di ricavi ridotta vigente l’anno passato? Se dovessero determinare lo sforamento del regime, quali sarebbero le conseguenze?

I redditi derivanti dall’utilizzazione delle opere di ingegno da parte dell’autore, se correlati all’attività di lavoro autonomo, vanno inclusi nel calcolo della soglia dei 65mila euro ai fini dell’accesso o della permanenza nel regime forfetario. Il superamento di tale soglia comporta la fuoriuscita dal regime forfetario a decorrere dall’anno successivo a quello in cui vengono meno i requisiti previsti dalla norma ai fini della permanenza.

L’articolo 53, comma 2, lettera b) del Tuir dispone che sono redditi di lavoro autonomo i redditi derivanti dalla utilizzazione economica, da parte dell’autore o inventore, di opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule o informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico, se non sono conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali.

La circolare 9/E/2019 ha chiarito che i redditi derivanti dall’utilizzazione economica delle opere di ingegno da parte dell’autore sono rilevanti ai fini della verifica della soglia di 65mila euro prevista per l’accesso/permanenza al/nel regime forfetario solo se correlati con l’attività di lavoro autonomo; tale circostanza, secondo le indicazioni fornite dall’Agenzia, si ritiene sussistente qualora sulla base di fatti specifici, i diritti d’autore non sarebbero stati conseguiti in assenza dello svolgimento dell’attività di lavoro autonomo.

La stessa circolare precisa poi che qualora il contribuente consegua proventi a titolo di diritti d’autore, in base all’articolo 53, anche se effettivamente correlati con l’attività di lavoro autonomo svolta, rimangono ferme le modalità di tassazione degli stessi previste dal comma 8 dell’articolo 54.

    Il comma 8, in particolare, dispone che questi redditi sono costituiti dall’ammontare dei proventi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, ridotto del 25% a titolo di deduzione forfetaria delle spese o del 40% se i relativi compensi sono percepiti da soggetti di età inferiore a 35 anni.

    Il riferimento alle modalità di tassazione all’articolo 54 del Tuir lascia intendere che tali redditi vadano assoggettati a Irpef e non, invece, ad imposta sostitutiva. Nella fattispecie si verifica quindi la bizzarra situazione in cui un compenso (diritti d’autore) si considera forfetario ai fini del plafond, ma ordinario per la determinazione del reddito. Trattandosi di un chiarimento e non di una nuova norma, si ritiene che queste modalità di determinazione del reddito vada applicata anche ai redditi conseguiti nel 2018 e oggetto della prossima dichiarazione.

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