La proposta

I Confidi alle Regioni: risorse Ue per garantire i finanziamenti

I Consorzi pronti anche alla gestione diretta dei prestiti a Pmi in crisi per Coronavirus

di Vera Viola

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I Confidi del Sud rivendicano un ruolo importante per aiutare le Pmi ad affronare la crisi coronavirus

I Consorzi pronti anche alla gestione diretta dei prestiti a Pmi in crisi per Coronavirus


3' di lettura

I Confidi con sede nel Mezzogiorno rivendicano un ruolo importante per aiutare le Pmi meridionali ad affrontare la crisi, ma chiedono di essere dotati di strumenti adeguati. Si tratta di un numero cospicuo di strutture che in questi giorni presentano il conto alle Regioni affinché, facendo leva soprattutto sui Fondi europei sblocchino risorse per accrescere le garanzie e favorire l’accesso al credito.

Si fa portavoce di questa frustrazione Rosario Caputo che guida il Confidi Gafi, unico intermediario finanziario vigilato campano, ex articolo 106 del Testo unico bancario, operante da oltre 50 anni. «I Confidi rimangono ancora oggi l’unico strumento, per le micro e piccole imprese, per accedere al credito – premette Caputo –. Pertanto occorre favorire un processo di effettiva complementarietà degli strumenti e delle risorse, pubbliche e private. Visto che le banche fanno sempre più fatica ad erogare alla piccola o piccolissima impresa, suggeriamo alla Regione Campania di consentire ai Confidi di finanziare direttamente le imprese che non riescono ad accedere al credito a seguito dell’acuirsi della crisi finanziaria ed economica». Per Caputo non c’è più tempo da perdere. La Regione Campania intanto ha previsto 13 milioni per i Confidi nel Piano economico e sociale approvato sabato scorso,

Anche i Confidi siciliani hanno presentato una proposta per potenziare il loro ruolo strategico sfruttando la parte del Fondo Sicilia, fondi europei in rientro e i 100 milioni da mettere nel Fondo centrale di garanzia per utilizzarle a favore delle Pmi siciliane attraverso finanziamenti alle stesse erogabili dai Confidi vigilati in convenzione con i confidi minori sparsi sul territorio. La proposta fatta al governo regionale, insomma, vuole essere l’istituzione di un Fondo Credito da 200 milioni.

Analoghe istanze dalla Puglia. Teresa Pellegrino, direttore di Confidi.it spiega: «Abbiamo chiesto nuovi fondi alla Regione». In queste settimane l’attività di Confidi.it non si è fermata: grazie allo smart working le richieste di garanzie vengono normalmente deliberate, insieme ai crediti diretti, alimentati da fondi consortili, anche fino a 25.000 euro. «La Regione –aggiunge Pellegrino – potrebbe consentirci di dare credito diretto alle pmi ».

È quasi un deserto il mondo delle garanzie alle imprese in Calabria. Molti Confidi sono stati aperti e poi chiusi, alcuni sono finiti in tribunale. I contributi degli enti pubblici si sono via via assottigliati, quelli delle Camere di commercio inibiti. Nelle casse restano solo le quote degli iscritti. Tra i pochi operativi, i due Confidi di Confartigianato. In particolare, quello vigilato dalla Banca d’Italia, con uno sportello regionale a Cosenza, ha messo insieme, oltre alla confederazione degli artigiani, anche Confindustria e Confagricoltura: «Un sistema che ha un costo di garanzia un po’ più elevato – spiega il direttore di Confartigianato Cosenza Francesco Falzetta – ma che riesce a istruire diverse pratiche. Il decreto Cura Italia deve darci l’opportunità di supportare con maggiore forza l’economia dei territori». In Sardegna, dei 30 Confidi di alcuni anni fa ne sono rimasti cinque. «I 110 milioni di euro del pacchetto Antivirus della Regione Sardegna – dice Riccardo Barbieri, direttore generale di Fidicoop Sardegna e Cda Bper – non prevedono risorse dedicate ai Confidi. È necessario che la Regione preveda una dotazione straordinaria decisamente superiore ai 5 milioni per il Fondi rischi». In Basilicata il Cofidi Sviluppo Imprese ha chiesto alla Regione di allungare i termini di utilizzo dei fondi rivenienti dal Por Fers 2014-2020, da marzo 2021 al 2023, per consentire un maggiore utilizzo dei finanziamenti a Pmi e professionisti.

(Hanno collaborato Nino Amadore, Vincenzo Rutigliano, Donata Marrazzo, Davide Madeddu e Luigia Ierace)

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