i consigli dei gestori

I consigli dei gestori per investire: profilo millennial, dirigenti e pensionati

Portafogli a misura di rischio per far fronte all’incertezza dei mercati

di Marzia Redaelli


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2' di lettura

Rallentamento economico, nomine all'Unione europea, trattative sui dazi, Brexit ancora in via di definizione. Il quadro politico ed economico resta incerto e rende difficile prendere decisioni per l’allocazione dei risparmi. Soprattutto se l’orizzonte temporale è breve e cade a ridosso di eventi che potrebbero fungere da spartiacque per l'andamento dei mercati.

Giordano Beani (responsabile delle soluzioni multi-asset di Amundi Sgr), Govanni Cuniberti (responsabile della consulenza a parcella di Gamma Capital Markets) e Alfonso Maglio (a capo del dipartimento di ricerca di Marzotto Investment House) hanno individuato i portafogli-tipo per tre profili di investitore (il pensionato prudente, il millennial oculato e il dirigente propenso al rischio) con tre orizzonti temporali differenti (a tre mesi, a un anno e a cinque anni).

I PROFILI

•Il pensionato che vuole integrare il reddito
•Il millennial libero professionista

•Il dirigente propenso al rischio

Nelle soluzioni proposte per il portafoglio a breve termine gli esperti suggeriscono al millennial oculato e al nonno prudente di mantenere liquidi i risparmi (magari su un conto deposito) e solo per il dirigente che ha un profilo di rischio più aggressivo si consiglia l'impiego in titoli azionari e obbligazionari, ma sempre con una elevata percentuale di liquidità.

Man mano, invece, che si allunga l'orizzonte temporale, aumenta la componente più rischiosa del portafoglio, preponderante per il dirigente e più contenuta per il nonno e per il millennial.
I portafogli fanno leva su un serbatoio di liquidità da utilizzare per sfruttare i saliscendi dei mercati, molto probabili proprio quando l'incertezza alimenta la volatilità delle quotazioni.

Tra i temi di investimento proposti non mancano, inoltre, quelli di durata pluriennale, da cui ci si attende un ritorno nel lungo periodo. Questi ultimi sono prodotti di investimento che rispettano, per esempio, i criteri Esg (ambiente, sociale e governo societario) o che seguono i “megatrend” (quali l'evoluzione tecnologica, l'invecchiamento della popolazione o l'urbanizzazione intelligente).

Mantengono appetibilità anche le attività più tradizionali come i titoli di Stato italiani o i mercati emergenti. In un momento di bassi rendimenti obbligazionari e di possibili correzioni delle borse, infatti, l'intento dei gestori è di massimizzare il valore aggiunto in termini relativi. E' sempre valido, infine, il consiglio di monitorare costantemente l'efficienza del portafoglio costruito e i costi dei prodotti sottoscritti, che se eccessivi possono erodere i guadagni.

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