il focus

I consumi restano senza slancio

di Emanuele Scarci

3' di lettura

Un Paese ancora in surplace e che, dopo gli anni bui della recessione, spera nel futuro ma di ripresa sostenuta dei consumi non se ne parla, almeno per quest’anno. Sono queste le previsioni per il 2017 del Rapporto Coop.

Il 2017 farà segnare un rallentamento del potere d’acquisto delle famiglie. Di conseguenza il ciclo dei consumi «dopo un biennio a ritmi superiori all’1%, subirà una battuta d’arresto», con una stima che si attesta a +0,7% (come il Pil), dovuto soprattutto alla ripresa dell’inflazione. Per quest’anno Coop prevede anche la crescita dei prezzi dell’1,1% dopo il -0,1% del 2016.

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Tra le parole del rapporto Coop con cui gli italiani descrivono l’anno che è appena iniziato si confermano quelle che avevano già caratterizzato il 2016 ovvero “speranza” (la usa il 33% del campione, era il 33,8% un anno fa), “cambiamento” (12% a fronte di un 14,3%), “timore” (10% rispetto a un più robusto 14,2% del 2016). Scostamenti però tutto sommato poco significativi.

La grande distribuzione, che nel 2016 ha sofferto una lunga stagione deflattiva, chiude l'anno in perfetta parità rispetto all’anno precedente beneficiando comunque di un piccolo miglioramento delle vendite registrato nelle ultime due settimane del 2016. E comunque non tale da non superare un +2% concentrato nei giorni pre-natalizi.

In dettaglio, nella top ten dei consumi 2017 in crescita figura ancora la telefonia (+8%), gli acquisti tecnologici di computer e altri accessori (+ 7,3%), i servizi ricreativi (+ 2,8%). Tra le voci che scivolano invece ancora più in basso nel gradimento degli italiani le spese per la manutenzione della casa, i giornali, i libri.

Lo stesso mood indirizzerà le intenzioni di spesa degli italiani e a guardare le singole categorie più della metà dei nostri connazionali non immagina di cambiare il proprio stile di vita. Le utenze, il carburante e le spese sanitarie sono i comparti dove il numero di famiglie che prevedono di spendere di più superano quelle che immaginano di risparmiare. Questo è vero anche per la spesa alimentare dove, per la prima volta dopo molti anni, gli italiani che contano di aggiungere valore al carrello alimentare (+13%) sono quasi il doppio rispetto a quelli che pensano di comprimere ulteriormente la spesa (+8%).

Il 2017 porterà probabilmente anche nuovo dinamismo nel mercato immobiliare e nei comparti incentivati dal governo: arredamento ed elettrodomestici. Rimarrà in crescita la spesa per i viaggi: la indica come spesa sicura o possibile l'80% degli italiani. I Millennials sono quelli che con più probabilità affronteranno questa spesa in futuro (85% contro il 73% dei Baby boomers), insieme a chi ha maggiori disponibilità di spesa in generale (90% di delle famiglie con redditi elevati contro il 71% delle famiglie con redditi più bassi). Si spenderà per viaggi e vacanze con più probabilità al Nord e al Centro rispetto al Sud (80% e 85% contro il 78% di Sud e Isole). E sono ancora i Millennials a spingere per l'acquisto di servizi legati a benessere e svago: iscrizione in palestra (prevista dalla metà dei giovani), abbonamento per il teatro o lo stadio (il 36% dei Millennials indica questa voce di spesa, contro il 27% della Generazione X), così come la sottoscrizione di abbonamenti di Pay TV (39% dei giovani contro 30% degli adulti e il 19% degli over 50) sono le tre dimensioni di consumo a cui i giovani non intendono rinunciare

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