MATRICOLE DI bORSA

I conti delle banane Orsero non sono alla frutta

di Simone Filippetti

2' di lettura

Gli italiani sono alla frutta. Nel senso che ne mangiano sempee di più. Effetto della crisi economica, che costringe le famiglie a dover tirare la cinghia, e dunque meno arrosto in tavola e più centrifughe; effetto del nuovo fenomeno «Vegan», che spinge la gente ad abbracciare, per motivi filosofici, ecologici o salutistici, diete senza cibo animale. Tutti elementi che fanno consumare meno carne e proteine. E più vitamine succose e dolci. La svolta vegetariana (+3% nel 2015 l’acquisto di frutta e verdura, con un paese in recessione) suona come musica alle orecchie della Fratelli Orsero, uno dei maggiori distributori italiani di frutta esotica.

Sbarcata in Borsa sull’Aim, il listino secondario di Piazza Affari, l’azienda ha chiuso un 2016 con numeri in crescita. Merito anche della fusione con Glenalta Food, che ha dato al gruppo Orsero una forza finanziaria e patrimoniale che prima mancava. Ecco che dunque i ricavi netti consolidati (pro-forma proprio per effetto della fusione) hanno raggiunto i 685 milioni, con una crescita organica del 10,9% rispetto al 2015. La crescita dei Ricavi Netti è riferibile in particolare al Settore Distribuzione, anche grazie alle buone performance delle società operanti in Italia, Francia, Portogallo e Messico.

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Il margine operativo lordo si è attestato a 35,2 milioni, pari al 5,2% dei ricavi, con una crescita del 25,3% . La Orsero ha fatto 18 milioni di utili, in crescita del 36,2% rispetto al 2015. Il numero più consistente è quello del patrimonio netto: grazie alla dote di Glenalta, oggi la Orsero è passata da 46,8 milioni a 116,5 milioni.
Contemporaneamente i debiti sono calati da 146,9 a 49,1 milioni.

I numeri del Gruppo Orsero

Approdo sulla Borsa dei «grandi»

Il prossimo passo per Orsero potrebbe il passaggio dalla «Serie B» dell’Aim, che è un mercato non regolamentato, al listino dei grandi di Piazza Affari, quello ufficiale dell’MTA. «Se Borsa Italiana riterrà sufficienti il bilancio 2016 e la semestrale del 2017, contiamo di passare all’indice principale nei primi mesi del 2018» hanno annunciato i vertici societari. Quanto all'ipotesi di distribuire un dividendo dal 2018 sui risultati dell'esercizio 2017, il direttore finanziario Matteo Colombini ha detto che «sarà fatta una valutazione. Per ora siamo focalizzati sulla strategia di crescita ed è un argomento prematuro».

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