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I corsi per la sostenibilità ambientale dell’Emilia-Romagna best practice europea

La formazione di project manager finanziata dal Programma operativo del Fondo sociale europeo, in collaborazione con aziende e centri di ricerca, riconosciuta dalla Commissione come un esempio positivo di utilizzo delle risorse comunitarie

di Natascia Ronchetti

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La formazione di project manager finanziata dal Programma operativo del Fondo sociale europeo, in collaborazione con aziende e centri di ricerca, riconosciuta dalla Commissione come un esempio positivo di utilizzo delle risorse comunitarie


2' di lettura

BOLOGNA – A sei mesi dalla conclusione del primo corso, che si è svolto nel 2018, la maggioranza degli allievi, sette su dodici, era già stabilmente inserita in un'azienda, prevalentemente nel settore della meccanica. A conferma della fame delle imprese di tecnici specializzati nell'innovazione dei processi produttivi in chiave green. Questi risultati hanno portato la Regione Emilia-Romagna, nell'ambito del programma operativo regionale del Fondo sociale europeo, a ripetere l'operazione.

È così che il corso per formare project manager per la sostenibilità ambientale nei processi produttivi, è diventato una best practice nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile individuati da Bruxelles. Il percorso formativo, rivolto ai diplomati e ai laureati in materie tecniche, è stato realizzato dall'ente di formazione Centoform in collaborazione con i dipartimenti di Ingegneria ed Economia dell'Università di Ferrara, con centri di ricerca e con una quindicina di aziende, nell'ambito della programmazione della rete politecnica della regione, a cui fanno capo gli ITS, vale a dire gli Istituti tecnici superiori che propongono corsi annuali e biennali. «L'idea è stata quella di innestare nella formazione competenze ingegneristiche legate all'efficienza energetica con un business model indirizzato verso la sostenibilità ambientale», dice Chiara Pancaldi, direttore di Centoform.

Tutto è nato nel solco dell'esperienza dei sei Clust-Er presenti in regione, le associazioni che tengono insieme centri di formazione, aziende e centri di ricerca nei vari settori produttivi (dall'agroalimentare all'automotive) e che sono finanziate con risorse comunitarie. «Un esempio di formazione coerente con l'innovazione in ottica green e sviluppato anche attraverso il confronto con altre realtà europee», spiega Francesca Bergamini, dirigente del servizio Programmazione delle politiche di istruzione, formazione e lavoro della Regione. L'obiettivo era quello di rispondere alle necessità di risparmio delle aziende manifatturiere, con la formazione di figure specializzate capaci di intervenire in vari ambiti: dall'utilizzo di impianti che permettono un minore utilizzo di materie prime all'adozione di tecnologie in grado di ridurre l'impatto ambientale della produzione. In linea con gli obiettivi del Fondo sociale europeo, che integra la sostenibilità ai programmi per favorire l'occupazione, l'inclusione sociale, l'educazione e la formazione. Il corso proposto in Emilia Romagna è costituito da 332 ore di aula – tra lezioni frontali, esercitazioni, simulazioni, analisi di caso – e da 168 ore di stage in aziende manifatturiere o società di consulenza.


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