ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa campagna britannica

Vaccini, i dati inglesi confermano l’efficacia: over 80 più immuni di tutti

Quattro su dieci risultano attualmente positivi ai test sierologici, utilizzati per misurare gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 prodotti dall’organismo

di Nicola Barone

Covid, tre milioni di vaccinazioni: boom di prenotati over 80

3' di lettura

Negli ultraottantenni la risposta immunitaria appare superiore a quella registrata in qualsiasi altra fascia, secondo i primi dati della campagna di somministrazione in corso di gran lena nel Regno Unito. È quanto emerge dalle indicazioni aggiornate elaborate dall'Office for National Statistics (Ons), equivalente britannico dellI’Istat, che certifica come gli over 80 - il 99% dei quali ha già ricevuto almeno la prima dose di uno dei vaccini approvati nel Regno - abbiano ora il più alto livello d’immunità nella società.

Più di quattro su dieci risultano infatti attualmente positivi ai test sierologici, utilizzati per misurare gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 prodotti dall’organismo, in netto aumento rispetto al 26% di due settimane fa. Fino a qualche mese fa erano sempre stati i gruppi più giovani, più esposti al virus ma in media meno vulnerabili, ad aver mostrato i livelli più alti di anticorpi sull’isola.

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Unica dose ai guariti, il sì dell’Authority francese

Intanto a chi ha già contratto il Covid-19 in forma sintomatica potrebbe bastare una sola dose di vaccino. Almeno questa è l’ipotesi convalidata da aluni provvisori studi scientifici che è in valutazione nei tavoli tecnici e anche con l’Agenzia italiana del farmaco. Sinora non sono disponibili linee guida consolidate a livello internazionale sulla questione e le strategie adottate variano nei diversi Paesi. La vaccinazione ai guariti non ha una controindicazione secondo le autorità sanitarie, ma la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha recentemente raccomandato di posticiparne la somministrazione a chi si è contagiato in una situazione di scorte limitate di vaccini anti Covid. Per i guariti l’Authority per la salute francese ha dato parere favorevole alla somministrazione di una dose unica di vaccino, primo Paese. A dire degli scienziati, «queste persone hanno già elaborato in occasione dell’infezione una memoria immunitaria». E l’iniezione «svolgerà il ruolo di richiamo».

Con il risparmio crescono le disponibilità

Secondo l’Aifa, la vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da Covid-19, anzi potenzia la sua memoria immunitaria, per cui non è utile alcun test prima della vaccinazione. Tuttavia, rileva l’Agenzia, coloro che hanno avuto una diagnosi di positività a Covid-19 non necessitano di una vaccinazione nella prima fase della campagna vaccinale, mentre questa potrebbe essere considerata quando si otterranno dati sulla durata della protezione immunitaria. Sicuramente, posticipare l’immunizzazione o non effettuare il richiamo ai guariti consentirebbe di avere a disposizione un gran numero di dosi da destinare ad altre categorie prioritarie.

La convergenza degli studi sul punto

Sulla linea è l’immunologo Alberto Mantovani, professore emerito di Patologia e direttore scientifico dell’Istituto Irccs Humanitas di Milano. «Abbiamo pubblicato un lavoro due settimane fa, coordinato da Maria Rescigno, in cui abbiamo osservato che nelle persone che hanno avuto Covid, nella prima dose di vaccino c’è una risposta straordinaria del livello di anticorpi. In parallelo, l’esperto Florian Krammer ha pubblicato un lavoro praticamente identico e sono usciti altri tre lavori negli Usa con lo stesso massaggio». Questi lavori, ha spiegato Mantovani, «suggeriscono che vada seriamente considerata l’ipotesi di dare una sola dose a chi ha già avuto Covid sintomatico per due motivi: il primo motivo è per il bene di chi viene vaccinato e per risparmiare tossicità e il secondo perché questo ci dà centinaia di migliaia, forse un milione di dosi di vaccino in più». Sulla stessa linea anche Massimo Galli, direttore del dipartimento Malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano, secondo il quale le persone guarite da Covid non andrebbero vaccinate. Per Galli si procede «a tappeto anche per una questione di semplicità organizzativa, ma questo equivale ad una dichiarazione di incapacità di saper distinguere tra situazioni diverse».

Fauci: cautela anche se vaccinati e usare mascherine

Con il crescere della popolazione vaccinata aumentano anche le domande sui comportamenti da tenere nella vita quotidiana. L’immunolgo Anthony Fauci, braccio destro di Biden nella lotta alla pandemia, ha voluto mettere in guardia proprio i vaccinati dall’agire troppo disinvoltamente con le persone di categorie vulnerabili e in particolare gli anziani. Per essere considerati vaccinati devono essere trascorse almeno due settimane dopo aver ricevuto la seconda dose. Ma anche in questo caso - ha osservato il direttore dell’Istituto nazionale delle malattie infettive - se si incontrano persone o si va a trovare dei familiari, nel caso in cui una sola persona sia stata vaccinata, bisogna esser cauti, mantenere distanze, usare le mascherine. Infatti anche le persone vaccinate potrebbero avere del virus nelle narici e trasmetterlo. «Alla fine sarà sicuro incontrarsi tutti , ma perché ciò avvenga dobbiamo raggiungere l’immunità di gregge, bisogna che la stragrande maggioranza della popolazione sia vaccinata, e il livello di circolazione virale sia basso. Sino ad allora è meglio usare le mascherine».

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