big data «green»

I dati raccolti da Google serviranno a rendere più sostenibile l’industria della moda

di Chiara Beghelli


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(Immagine tratta dalla piattaforma World of Sustainability di Stella McCartney)

2' di lettura

L’analisi dei dati servirà a rendere ancora più green l’industria della moda globale: è questo l’obiettivo del nuovo progetto presentato al Copenhagen Fashion Summit da Google in collaboarzione con Current Global, società statunitense di consulenza per l’innovazione sostenibile nella moda. Questo nuovo strumento di analisi dei dati e di machine learning gestito dalla tecnologia Google Cloud permetterà ai marchi di moda di fare scelte più responsabili nell’approvvigionamento delle materie prime. I dati raccolti relativi a questi materiali daranno vita a una sorta di eco-guida per i marchi, che potranno conoscere i livelli di inquinamento e consumo del suolo e dell’acqua per ogni tipo di fibra, e accedere a una comparazione degli impatti nelle diverse regioni in cui sono prodotte.

Secondo Current Global, l’anello meno sostenibile della catena di produzione dell’industria della moda (una delle più inquinanti in assoluto del pianeta) è proprio quello delle materie prime, uno dei più complessi, frammentati e difficili da tracciare.

La prima fase del progetto prenderà in esame cotone e viscosa: il primo rappresenta il 25% delle fibre usate dall’industria della moda nel mondo, la seconda è una fibra in rapida crescita ma legata a casi di deforestazione. La fase “pilota” è stata avviata in collaborazione con Stella McCartney, marchio da tempo impegnato nella tutela del pianeta e delle sue risorse, anche tramite la nuova piattaforma World of Sustainability: «Stella McCartney è stata una pioniera della sostenibilità nell’industria della moda - ha commentato Kate Brandt, responsabile della sostenibilità di Google -. A Google cerchiamo di essere sostenibili in tutte le nostre attività. Nel 2016 abbiamo celebrato 10 anni di emissioni zero e siamo la più grande azienda del mondo per uso di fonti energetiche rinnovabili. Oltre Google, aspiriamo a fornire strumenti che aiutino le persone a comprendere il pianeta, migliorare il loro impatto, impegnarsi per la sostenibilità».

L’annuncio della nuova partnership è stato fatto nel primo giorno del Copenhagen Fashion Summit, da dieci anni piattaforma per comprare e discutere del futuro sostenibile della moda, tanto da essere soprannominato la “Davos della moda”, organizzata da Global Fashion Agenda, un forum no profit
dedicato a questi temi. Quest’anno sono previsti interventi, fra gli altri, di François-Henri Pinault, presidente e ceo di Kering; Emanuel Chirico, presidente e ceo Pvh; John Hole, capo del design di Nike; il presidente della Camera della Moda italiana Carlo Capasa; Anna Gedda, responsabile sostenibilità di H&; Michael Kobori, vicepresidente e responsabile della sostenibilità di Levi Strauss

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