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I deputati Ue chiedono trasparenza su contratti di acquisto dei vaccini

La Commissione europea ha appena concluso i colloqui esplorativi con la società BioNTech-Pfizer per l'acquisto di un potenziale vaccino . Le aziende con cui sta stringendo le fila sono cinque alle quali si aggiunge AstraZeneca il cui contratto è entrato in vigore da fine agosto

di Antonio Pollio Salimbeni

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(EPA)

La Commissione europea ha appena concluso i colloqui esplorativi con la società BioNTech-Pfizer per l'acquisto di un potenziale vaccino . Le aziende con cui sta stringendo le fila sono cinque alle quali si aggiunge AstraZeneca il cui contratto è entrato in vigore da fine agosto


2' di lettura

Il Parlamento europeo ha chiesto piena trasparenza da parte della Commissione sia sullo stato di avanzamento per i contratti di acquisto dei vaccini potenziali sia sui programmi di intervento nella Ue una volta che saranno disponibili. Nonostante sui tipi di vaccini e sui tempi per utilizzarli ci siano grandi incertezze, ci si prepara in anticipo. Proprio l’altro giorno la Commissione europea ha concluso i colloqui esplorativi con la società BioNTech-Pfizer per l'acquisto di un potenziale vaccino contro il Covid-19 e così le aziende con cui Bruxelles sta stringendo le fila delle trattative sono cinque alle quali si aggiunge AstraZeneca il cui contratto è entrato in vigore da fine agosto. La stessa azienda svedese-britannica che però ha appena bloccato la sperimentazione a causa di una reazione anomala testata per validare il vaccino.
La vicedirettrice generale della dg salute e sicurezza alimentare Sandra Gallina è stata sottoposta a una serie di domande degli europarlamentari della commissione ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare ed è emerso un primo quadro di riferimento.

L'incognita sui tempi dei vaccini

La Commissione lavora sull’ipotesi che le prime vaccinazioni possa cominciare già verso la fine di quest'anno e che un numero significativo di vaccini dovrebbe essere disponibile nella prima parte del 2021. Tuttavia si tratta di un’ipotesi campata sulle sabbie mobili come mostra, appunto, la vicenda AstraZeneca. In ogni caso è già concordato che una volta disponibili i vaccini saranno distribuiti agli Stati membri della Ue in base alle dimensioni della popolazione. Il «portafoglio europeo» combinato dei diversi vaccini sarà sufficiente per vaccinare tutti i cittadini che hanno bisogno o vogliono essere vaccinati. Tuttavia, spetterà agli Stati membri decidere chi avrà accesso per primo alla vaccinazione, cosa che potrebbe portare a differenze nella Ue. D’altra parte si tratta di un aspetto per il quale la Ue non ha competenze. I prezzi per le vaccinazioni sarebbero compresi tra 5-15 euro per dose al fine di garantirne l'accessibilità economica per tutti gli Stati membri.

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La trasparenza sul processo

Sulla trasparenza di tale processo, la numero due della direzione generale comunitaria ha confermato che l'Agenzia europea per i medicinali (Ema) fornirà i dati generali degli studi clinici, anche se non tutti i dati grezzi. Quanto alla responsabilità per le aziende che producono vaccini, non dovrebbero esserci eccezioni alle norme in vigore: in sostanza, se qualcosa va storto potrebbero essere portate in tribunale. Ciò vale, ha precisato l’alta funzionaria della Commissione, anche per il risarcimento dei "difetti nascosti”.

(Il Sole 24 Ore Radiocor )

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