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Paradisi fiscali, i destini incrociati di Lionel Messi e CR7 nel palazzo dell’offshore a Londra

Il calciatore del Barcellona e il campione della Juventus sono divisi su tutto: adesso anche sul numero dei palloni d’oro vinti. Ma le loro storie si incrociano in un edificio di Bedford Row, nel centro di Londra, dove sono transitati gli schemi che hanno portato i due fuoriclasse a essere condannati in Spagna per frode fiscale

di Angelo Mincuzzi


Messi sul tetto del mondo, sessto Pallone d'oro per lui

4' di lettura

Ora c'è anche il numero dei palloni d'oro a dividerli: sei per Lionel Messi, cinque per Cristiano Ronaldo. Divisi su tutto, perenni rivali, i due campioni del calcio mondiale sono segretamente legati da un indirizzo nel centro di Londra. È una piccola palazzina in mattoni rossi, le finestre allineate su quattro piani, un ampio portone a vetri in una silenziosa stradina che sbuca a poche centinaia di metri dal British Museum. Qui le storie di Messi e di Ronaldo si incrociano alcuni anni fa fino a condurli verso un destino comune: una condanna per evasione fiscale in Spagna.

(Photo by FRANCK FIFE / AFP)

La palazzina di Bedford Row
Fino a pochi mesi fa sul citofono del numero 20-22 di Bedford Row - questo l'indirizzo della palazzina - il primo pulsante in basso a sinistra indicava la scritta Couchmans Llp, lo studio legale che ha elaborato il contratto per trasferire nel 2004 lo sfruttamento dei diritti d'immagine di CR7 alla Tollin, una società delle Isole vergini britanniche, dove negli anni sono stati convogliati oltre 70 milioni di dollari guadagnati da Ronaldo.

È uno dei tasselli del montaggio fiscale che è costato al campione portoghese una condanna due anni di carcere (pena sospesa) e al pagamento di 18,8 milioni di euro al Fisco spagnolo nel 2018.

Sul pulsante più in alto, nella fila di destra, campeggiava invece l'intestazione del Jordans Group, una società di nominees - cioé di amministratori o prestanome - i cui uffici erano al piano di sopra rispetto a quelli della Couchmans Llp. Qui - fino al giorno in cui ha deciso di suicidarsi - lavorava David William Waygood, nato il 2 novembre 1950, amministratore di 83 società tra le quali la Sidefloor Limited, fondata a Londra nel 2007.

Il citofono dell’edificio londinese dove c’erano gli uffici delle due società utilizzate da Messi e Ronaldo

La società di Jorge Messi
Secondo il Fisco spagnolo, la Sidefloor apparteneva di fatto a Jorge Messi, il padre del campione del Barcellona di cui cura da sempre gli interessi. La Sidefloor è al cuore della vicenda che ha portato alla condanna di Lionel Messi a 21 mesi di carcere per frode fiscale e a 15 mesi per Jorge (pene sospese), oltre al pagamento di una multa di 455mila euro. Ma soprattutto al versamento di 30 milioni per regolarizzare le imposte non pagate nei tre anni oggetto dell’inchiesta. Il calciatore era accusato di non aver versato 4,1 milioni di tasse tra il 2007 e il 2009.

Come hanno ricostruito Der Spiegel e Mediapart sulla base dei documenti contenuti nel libro “Football Leaks 2” dei giornalisti tedeschi Rafael Buschmann e Michael Wulzinger, tra il 2010 e il 2016 il Barcellona avrebbe versato sul conto lussemburghese della Sidefloor (e poi su quello della società argentina Limecu) un totale di 10,5 milioni di euro di onorari per il ruolo di agente e per lo scouting di giovani calciatori. Per il fisco spagnolo, invece, queste operazioni nasconderebbero uno schema fiscale per ridurre artificialmente lo stipendio di Lionel Messi.

Il precedente di Neymar jr.
Il contratto sottoscritto tra il Barca e la Sidefloor sarebbe la copia di quello firmato tra lo stesso Barcellona e il padre di Neymar junior prima del trasferimento dell'attaccante brasiliano al Paris Saint Germain. Ma il contratto con Neymar è stato ritenuto irregolare dalla giustizia spagnola, che ha condannato il Barcellona e versare 5,5 milioni di euro di ammenda per frode fiscale.

I nuovi problemi del sei volte pallone d'oro sono cominciati nel 2016 quando gli ispettori dell'Agenzia delle entrate spagnola hanno avviato un controllo fiscale sul club catalano. Gli investigatori sospettavano delle irregolarità nei versamenti del club alla fondazione creata da Lionel Messi nel 2007. E in effetti la fondazione, alla quale il Barcellona ha versato alcuni milioni di euro nel corso degli anni, è stata registrata soltanto nel 2013 e risultava dunque fino a quella data sconosciuta al fisco spagnolo.

Ma lo sguardo degli investigatori fiscali si è concentrato anche sul ruolo di Jorge Messi. Tra il 2009 e il 2014 il Barca ha versato 6,7 milioni di euro alla Sidefloor, che era amministrata da David Waygood.

Il palazzo di Bedford Row, nel centro di Londra

Il suicidio di Waygood
Il primo contratto di marketing sottoscritto con la Sidefloor era del 2008, rinnovato nel luglio 2013. Ma, nel frattempo, Waygood si era buttato sotto un treno in un posto non molto lontano dalla sua abitazione nel Kent, il 27 aprile dello stesso anno. L'inchiesta ha concluso che il suicidio di Waygood era legato allo stress da lavoro.

Nel 2014, dunque, Jorge Messi e il Barca siglano un nuovo contratto di servizi di agenzia e di scouting direttamente con la società Limecu, fondata e diretta dal padre del calciatore. La società si chiama così dalle iniziali di Lionel Messi Cuccittini, il cognome per esteso del bomber sudamericano.

Secondo gli avvocati del Barcellona, le accuse dell'Agenzia tributaria hanno un fondamento e dunque il club catalano consiglia a Messi di effettuare una regolarizzazione volontaria delle imposte, avvenuta - secondo Mediapart - a spese dello stesso club che avrebbe concesso un premio speciale di 23 mlioni di euro alla “pulce”, all'interno del maxideal da 100 milioni di euro sottoscritto nel novembre 2017.

Il rapporto con il Fisco non è mai stato facile per il calciatore argentino, tanto bravo a dribblare gli avversari sul campo di calcio quanto ad aggirare le imposte attraverso schemi e società offshore. Ma questo è il passato. Dopo aver conquistato il sesto pallone d'oro, forse ora il fuoriclasse argentino può permettersi di guardare con occhi diversi, dall’alto, il suo avversario di sempre, Cristiano Ronaldo. Dimenticando le comuni sventure con il Fisco di Spagna.

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