COLLEZIONISMO

Con i dinosauri la preistoria entra nel salotto di casa

Un pesce fossile, l'uovo di una specie estinta, un meteorite. Il mercato dei naturalia è in crescita, anche come investimento. A prezzi ancora accessibili.

di Silvia Anna Barrilà e Marilena Pirrelli

L'esemplare di allosauro “Big Sara” proveniente dai giacimenti giurassici della Morrison Formation in Wyoming, Usa. È stato venduto il 13 ottobre 2020 per oltre 3 milioni di euro dalla casa d'aste Binoche et Giquello, a Parigi, stabilendo il record europeo e il terzo miglior risultato al mondo.

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Era il 1770 quando, nella zona di Maastricht, fu ritrovato un cranio parziale di mosasauro, un rettile marino preistorico. Ci fu chi pensò a un coccodrillo, chi ad un grande pesce che respira, chi al drago di San Giorgio (in Cina già dal Medioevo erano stati ritrovati resti di lunghe colonne vertebrali e crani oblunghi, da cui era nato il mito del drago). Oppure era un inganno del demonio, che faceva vedere creature inesistenti? Fortunatamente era l'epoca dei lumi, per cui gli studiosi compresero che si trattava di resti di una vita anteriore all'uomo, piantando il seme della paleontologia moderna. Circa 20 anni dopo, gli emissari di Napoleone fecero carte false per impossessarsi di tale reperto: promisero 600 bottiglie di vino a chi avesse portato loro il mosasauro, che nel frattempo era stato nascosto, e se lo assicurarono così per il Museo di Storia Naturale di Parigi, dove si trova adesso.

Un raro uovo di uccello elefante proveniente dal Madagascar, anteriore al XVII secolo, venduto dal collezionista Thomas Olbricht a 33.540 € presso la casa d'aste tedesca Van Ham, il 26 settembre 2020.

Anche oggi ritrovamenti del genere sono molto apprezzati dai collezionisti, che pagano dai 10mila euro per un piccolo esemplare fino ai 200mila euro per uno completo (da Cambi è prevista, per il 24 febbraio, un'asta, dal titolo Mirabilia, con un pezzo interessante stimato 15-18mila euro). Il mercato dei naturalia, le testimonianze della storia naturale, è un settore in rapida crescita grazie a nuovi collezionisti, anche di arte moderna e contemporanea, che rimangono ammaliati dalla bellezza di questi oggetti e dal fascino delle loro storie. D'altro canto, la contaminazione tra i generi è sempre esistita: già nelle Wunderkammer del Cinquecento i mirabilia della natura erano custoditi accanto a quelli realizzati dalla mano dell'uomo, gli artificialia. Con la nascita dei musei moderni, poi, è stata sancita la distinzione tra musei d'arte e di storia naturale, ma adesso i due ambiti tornano a parlarsi e intrecciarsi.

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“Household Gods”, di Vivian Van Blerk, presso la galleria Art Sablon, a Bruxelles.

Lo dimostra la vendita del T-Rex Stan, così chiamato dal nome di chi lo scoprì in South Dakota nel 1987, Stan Sacrison, battuto lo scorso ottobre da Christie's all'interno di un'asta di arte moderna e contemporanea all'incredibile cifra di 31,8 milioni di dollari, quasi il quadruplo del valore alto di stima, pari a 6-8 milioni. Un paio di settimane dopo, un allosauro, Big Sara, ha quasi triplicato la stima da Binoche et Giquello, a Parigi, e ha superato i 3 milioni di euro, stabilendo il record europeo e il terzo miglior risultato al mondo. «Abbiamo notato che i grandi clienti hanno iniziato a ragionare sull'acquisto di questi oggetti anche in termini di investimento e di evoluzione dei prezzi», ha commentato Iacopo Briano, gallerista a Bruxelles ed esperto di mirabilia per diverse case d'aste tra cui la stessa Binoche et Giquello e la genovese Cambi, che dal 2019 ha aperto un dipartimento dedicato. «Oramai si può parlare di una specialità che è arrivata a una certa maturazione».

Una sezione della mostra “Cabinets de curiosités”, allestita al Fonds Hélène & Édoaurd Leclerc, a Landerneau, in Francia, dal 23 giugno al 3 novembre 2019.

Il mercato attuale è nato verso la fine degli anni Novanta, quando Sotheby's ha messo all'asta per la prima volta un dinosauro, anche in questo caso un T-Rex, Sue, che da una stima di 500mila dollari è stato venduto al Field Museum di Chicago per la cifra allora record di 8,4 milioni. Con l'ingresso nelle grandi case d'aste, il mercato della storia naturale è decollato, soprattutto negli States. Le piazze principali, infatti, sono quelle delle grandi scoperte paleontologiche, ma anche i paesi ex-colonialisti, Francia, Belgio e Gran Bretagna, dove si collezionavano gli oggetti riportati dai primi esploratori geografici. Importanti acquirenti oggi sono anche i nuovi musei asiatici, che devono accrescere le loro collezioni. Proprio grazie ad un compratore del Sud-Est asiatico è stato segnato nel 2017 da Binoche et Giquello un altro ottimo risultato europeo: 2,8 milioni di euro per una scena di combattimento tra due dinosauri, un carnivoro e un erbivoro.

Pesce predatore “Bulldog”, venduto da Sotheby's a novembre 2020 a 107.100 $.

In Europa il settore è cresciuto a partire dal 2006 circa e, dopo una rapida evoluzione, ha subito un rallentamento intorno al 2012, con la crisi. Poi è iniziata una netta ripresa, che non è stata interrotta dal Covid-19. Anzi, ha aperto i confini con le aste online, grazie anche ai prezzi accessibili, che partono già da mille o 2mila euro per delle lastre di pesci fossili. L'asta della collezione di Thomas Olbricht, endocrinologo tedesco di 72 anni, uno degli eredi dell'impero della cosmetica Wella ed eccentrico collezionista, ha attratto lo scorso settembre da Van Ham, a Colonia, 1.300 clienti da 31 Paesi, e si è conclusa con i guanti bianchi (tutto venduto). Anche lui amava mixare arte contemporanea e mirabilia: accanto a George Condo e Cindy Sherman ha venduto un uovo di uccello elefante, una specie vissuta nel Madagascar nel XVII secolo, ad un acquirente inglese a 33.540 euro rispetto ad una stima di 8-12mila euro. Una gogotte, una rara formazione geologica di circa 30 milioni di anni fa stimata 3.200-4mila euro, è passata di mano a 6mila euro. È, infatti, importante sottolineare che i mirabilia non sono solo fossili e dinosauri, ma anche testimonianze di un mondo scomparso che affascina i collezionisti più raffinati con narrazioni fantastiche: dal ramo di corallo del Mediterraneo al minerale dell'Afghanistan, dalla tigre imbalsamata al corno che si immaginava dimostrasse l'esistenza dell'unicorno, fino al granchio gigante che vive nelle profondità del mare del Giappone.

Uno pterosauro volante estremamente raro, venduto da Sotheby's a novembre 2020 per 52.920 $.

Qualche anno fa, un altro collezionista tedesco, Karsten Klingbeil, ne ha venduto uno all'asta da Pierre Bergé, grande 1,80 metri, a 18mila euro. Faceva parte della sua collezione particolarissima, di gusto molto Wunderkammer, costituita da armature medioevali e crostacei: la corazza umana e quella naturale. L'altro lato esotico e moderno di questo mondo è quello degli strumenti scientifici e dei meteoriti: se prima era raro ciò che arrivava dall'Africa, ora lo è ciò che arriva dallo spazio. La scorsa estate Christie's ha organizzato un'asta online di meteoriti intitolata Deep Impact: Lunar and Rare Meteorites, che si è conclusa con un totale di 415.125 dollari. Sotheby's ha appena venduto a 151.200 dollari un grande pezzo di un raro meteorite, considerato tra i più bei materiali inorganici extraterrestri, la pallasite, scoperto nel deserto del Gobi, in Cina, nel 2000. Oltre alle aste, ci sono anche gallerie specializzate, come Art Sablon, a Bruxelles, di Iacopo Briano e Jonathan F. Kugel, ArtAncient, a Londra, che associa storia naturale e archeologia classica, Mirabilia Art Gallery di Giano del Bufalo, a Roma, Theatrum Mundi, ad Arezzo, e altri indirizzi di lunga tradizione come Finch & Co a Londra, Deyrolle a Parigi e Georg Laue a Monaco. Fascino, storia, provenienza e immaginario sono gli ingredienti che rendono i mirabilia oggetti del desiderio sempre più ricercati dai collezionisti sul mercato. Tracce di un passato sulla Terra o proiezioni verso altri mondi di cui nutrirsi, forse per immaginare un futuro diverso.

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