Dal Venezuela all’Afghanistan, agli F35: i dossier caldi sul tavolo Italia-Usa

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I dossier caldi sul tavolo Italia-Usa/ Il ritiro dalla missione Nato in Afghanistan


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(Epa)

A gennaio il ministro Trenta ha dato disposizioni al Coi (il Comando operativo di vertice interforze) di valutare l'avvio di una pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan. La decisione sarebbe un riflesso dell'annuncio dell'amministrazione Trump, a fine dicembre, di voler dimezzare la presenza di truppe americane in Afghanistan, da circa 14mila a 7mila. Di qui la ridefinizione del contingente italiano a Herat, oggi composto da circa 800 militari, nell'ambito della missione Nato “Resolute Support Mission”. A febbraio il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, ha chiarito che «nessuna decisione è stata presa su alcun ritiro» dall'Afghanistan, ricordando che «gli alleati della Nato ci sono andati insieme e prenderemo insieme le decisioni sulla posizione futura». Il Consiglio supremo della Difesa che si è riunito il 7 marzo ha sottolineato che «qualunque decisione nazionale deve essere assunta in pieno coordinamento con gli alleati e con il governo afghano, garantendo comunque la sicurezza degli assetti impiegati in quel teatro ed i risultati finora conseguiti».

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