Dalla Libia al nuovo budget Ue, i dossier aperti Italia-Francia

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I dossier Italia-Francia / La torta del petrolio libico

(REUTERS)

In Libia la Francia sostiene Khalifa Haftar, che il 4 aprile alla guida dell'Esercito nazionale libico (Lna) ha avviato una campagna militare per conquistare la capitale, Tripoli. Un tentativo quello del generale che è tuttora in atto. L'obiettivo è far cadere il governo di accordo nazionale guidato da Fayez al Sarraj, appoggiato dalle Nazioni Unite, principale (ma non unico) interlocutore dell'Italia. Dietro alle mosse di Parigi, un interesse per i giacimenti di petrolio e gas, che sono gestiti dalla compagnia petrolifera di Stato della Libia(Noc). Da inizio anno Haftar controlla quasi tutti i giacimenti petroliferi del Paese (Sarara, al-Fil, il bacino della Sirte) e gran parte dei terminali sulla costa per esportarli. Nel 2016 il Consiglio di sicurezza Onu ha prorogato una risoluzione che riconosce solo al Governo di Tripoli il diritto di gestire le esportazioni degli idrocarburi attraverso la Noc. Da qui il pressing dell'uomo forte della Cirenaica, spalleggiato dai francesi. Proprio Parigi nel 2011 è stata in prima fila nell'operazione che ha portato alla caduta del Colonnello Gheddafi.

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