La ricerca

I driver freddi sull’auto elettrica

Pochi incentivi aziendali

di G.S.


default onloading pic

3' di lettura

Le flotte aziendali sono considerate un importante volano per spingere la diffusione delle auto elettriche, anche in considerazione dell’impatto positivo in termini di responsabilità sociale e ambientale che l’utilizzo di tali veicoli ha sull’immagine dell’azienda che li usa. Naturalmente spetta alle aziende e ai loro fleet manager il compito di creare le condizioni favorevoli all’adozione della mobilità elettrica, innanzitutto coinvolgendo e motivando i driver aziendali. Ma in che modo vengono coinvolti i driver? Esistono agevolazioni per coloro che scelgono auto a ridotto impatto ambientale? Quali sono i loro atteggiamenti nei confronti dell’adozione di un’auto elettrica? Una recente rilevazione di Econometrica su un campione di fleet manager può aiutare a fare luce.

Il primo aspetto della ricerca ha innanzitutto indagato le prassi seguite dalle aziende per coinvolgere i driver nella scelta dei modelli da inserire in car list. Ne è emerso che la maggior parte delle aziende (il 65,2%) consente sì ai driver di scegliere la vettura che preferiscono, ma all’interno di una lista di modelli stabilita dall’azienda. Un 20,4% delle aziende non dà invece ai suoi i driver alcuna possibilità di scelta in quanto il modello viene deciso dall’azienda. Solo il 14,4% delle aziende infine consente ai driver di scegliere liberamente la vettura che preferiscono (in base al budget a disposizione). I driver risultano non pienamente coinvolti nella definizione della car list, ma soprattutto poco incentivati a passare a forme di mobilità più sostenibili. Infatti alla domanda “Ci sono agevolazioni per i driver che scelgono auto a ridotto impatto ambientale?”, soltanto il 7,6% delle aziende interpellate ha risposto in modo affermativo, mentre il restante 92,4% ha dichiarato di non prevedere agevolazioni per i driver. All’interno della piccola fetta di aziende disposte a concedere agevolazioni, vengono segnalate la possibilità di attuare una trade-down policy (cioè se un driver sceglie una vettura di livello inferiore, probabilmente anche con minori emissioni di CO2, riceve un allowance mensile), di prevedere un azzeramento del contributo fiscale in caso di scelta di una vettura full electric, di concedere bonus o allestimenti superiori sulla vettura “green” selezionata.

Interpellate poi su quale fosse l’atteggiamento dei driver nei confronti dell’adozione di un’auto elettrica, la maggior parte delle aziende (42%) dichiara che i driver “sono interessati, ma non ancora disponibili”. Seguono poi, con percentuali inferiori, driver “non interessati né disponibili” (20,6%), “interessati ma impossibilitati” (19,1%), “interessati e disponibili” (18,3%). Dai dati fin qui esposti emerge insomma il senso di come l’elettrico faccia ancora fatica ad imporsi con convinzione nelle scelte aziendali. A tal punto che solo quasi 9 fleet manager su 10 (per l’esattezza l’88,8%) hanno in programma di mettere in atto provvedimenti per far cambiare idea ai driver nel caso questi manifestassero contrarietà all’adozione di un’auto elettrica. Solo l’11,2% dei fleet manager interpellati sarebbe quindi disponibile a fornire un incentivo al driver per passare ad un’auto elettrica. Tra le misure di stimolo prese in considerazione vi è il supporto economico nell’installazione di un punto di ricarica domestico, l’uso di un’auto elettrica per il car pooling aziendale, la concessione di un incentivo (ad esempio auto di livello superiore rispetto a quella a cui si avrebbe diritto nel caso in cui non si scegliesse un’auto elettrica), o ancora la creazione di spazi riservati ad auto elettriche in posizione privilegiata nei parcheggi aziendali.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...