Cassazione

I figli vivono con il padre se la madre ha un fidanzato che la maltratta

Collocati presso il padre i minori, che sono stati costretti ad assistere a episodi di violenza sulla madre da parte del suo nuovo compagno. La donna mantiene l’affidamento condiviso con diritto di visita

di Patrizia Maciocchi

(Ansa)

2' di lettura

Per la loro serenità è bene che vivano con il padre i figli che, quando stavano con la madre, hanno assistito a episodi di violenza sulla donna da parte del suo nuovo fidanzato. Un elemento sufficiente per non ripristinare la permanenza presso la madre che, mantiene comunque l’affidamento condiviso e il diritto di visita. Per la Cassazione (sentenza 3060) il ricorso della signora contro la decisione della Corte d’Appello è inammissibile. Resta dunque ferma la decisione della Corte d’Appello che aveva guardato ai fatti emersi dalla relazione dei servizi sociali. Nel periodo in cui i minori - che frequentavano la prima e la terza elementare - avevano vissuto con la madre, si erano trovati più volte ad assistere alle violenze subìte dalla donna per mano di quello che allora era il suo fidanzato, denunciato dalla vittima solo dopo le sollecitazioni degli assistenti sociali.

La rete di affetti della famiglia paterna

Decisamente diversa la rete familiare e di affetti sulla quale i bambini, nati nell’ambito di una convivenza more uxorio, potevano contare stando con il padre e con la famiglia del genitore. Nella relazione i “piccoli” sono descritti sereni circondati dall’affetto dei nonni, degli zii e dei cugini. Sempre curati nell’igiene e nell’aspetto e seguiti nella loro crescita ed educazione. Molto tempo passato con la nonna, perché il padre aveva avviato un’attività ed era assente da casa per diverse ore, ma iscritti il maschio ad una scuola di calcio e la femmina a danza classica. Un comportamento irreprensibile della famiglia paterna che aveva reso i bambini sereni e regalato loro una situazione stabile. Dal giudizio comparativo delle due condizioni nasce la decisione dei giudici, impugnata senza successo dalla donna. Al padre viene anche revocato l’obbligo dell’assegno di mantenimento, mentre restano a suo carico solo il 100% delle spese straordinarie sostenute per i minori.

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