EFFETTO COVID-19

I fleet manager riscoprono il vantaggio della trattativa

Indagine Nexus: con i fornitori maggiormente colpiti dalla crisi e le attività a scartamento ridotto, c’è la possibilità di negoziare accordi o di ottenere concessioni o dilazioni

di Gennaro Speranza

Indagine Nexus: con i fornitori maggiormente colpiti dalla crisi e le attività a scartamento ridotto, c’è la possibilità di negoziare accordi o di ottenere concessioni o dilazioni


3' di lettura

Il coronavirus ha determinato una situazione di emergenza che ha stravolto le normali attività lavorative e, ovviamente, anche il lavoro delle aziende e dei fleet manager. Ma in che misura questa emergenza sta impattando sul settore delle flotte? Quali saranno le conseguenze nel breve e nel lungo termine? Un recente sondaggio di Nexus Communication, condotto a fine aprile a livello globale su un campione rappresentativo di fleet manager e di rappresentanti di aziende che forniscono prodotti e servizi alle flotte, getta luce sull’argomento.

Dall’indagine emerge innanzitutto una marcata differenza tra le valutazioni dei fleet manager e quelle dei fornitori in merito al livello d’impatto del Covid-19 sul proprio business, con i secondi maggiormente coinvolti rispetto ai primi. Un terzo (33%) dei fleet manager intervistati segnala infatti che l’emergenza Coronavirus sta avendo un impatto grave sulla loro attività, ma nel caso dei fornitori la percentuale di chi giudica grave l’impatto del Covid-19 è decisamente più elevata (52%). In particolare, tre fornitori su quattro (75%) affermano che l’emergenza in atto ha inciso negativamente sulle proprie entrate economiche, mentre ciò vale per circa la metà (57%) dei fleet manager. Il primo punto fermo dell’indagine, dunque, è la posizione di “vantaggio” dei fleet manager. Con i fornitori maggiormente affetti dai contraccolpi della crisi, sostengono gli analisti di Nexus, vi è infatti la possibilità che questi ultimi siano particolarmente intenzionati a negoziare accordi o a fare concessioni ai gestori ed acquirenti di flotte aziendali.

Dal sondaggio emergono però anche alcune convergenze d’opinione tra le due categorie interpellate. Ad esempio la stragrande maggioranza (oltre il 90%) sia dei fleet manager che dei fornitori è sicura che la propria azienda supererà la crisi. Quasi l’80% prevede inoltre che il periodo di limitazioni alle trasferte imposte dalle proprie aziende giungerà al termine entro la fine di giugno. Al di là delle difficoltà oggettive, che per alcuni si sono tramutate anche in opportunità di esplorare le nuove frontiere digital del “lavoro agile”, filtra dunque un cauto ottimismo, come è confermato dal fatto che una buona quota sia di fleet manager (50%) che di fornitori (42%) auspica che il ritorno alla normalità avverrà comunque entro e non oltre la fine di quest’anno. Solo circa il 10% degli interpellati, i più pessimisti, ritiene invece che per la piena ripresa bisognerà aspettare la seconda metà del 2021.

Interessanti, all’interno della ricerca, sono poi alcuni insight specifici sul lavoro del fleet manager. Interpellati su quali fossero le attività da mettere in campo per minimizzare nel breve periodo (ovvero da qui a sei mesi) gli impatti del Covid-19 sulla propria attività, i fleet manager segnalano in primis la “necessità di prorogare i contratti”, seguita dallo “stop all’ordine di nuovi veicoli” e dalla “riduzione nell’utilizzo del car sharing”. Sul lungo periodo invece (oltre sei mesi), i fleet manager pensano che la tecnologia digitale sarà sempre più protagonista, prevedendo un significativo incremento delle soluzioni di smart mobility ed una crescita delle soluzioni telematiche. E l’elettrificazione? Circa un fleet manager su due (il 56%) valuta una situazione di stabilità, ovvero è convinto che questo processo di cambiamento non avrà un particolare impatto sul processo di elettrificazione in atto.

Tra gli altri, coloro che si aspettano un’accelerazione delle strategie legate all’elettrificazione della flotta sono di più rispetto a coloro che ipotizzano una diminuzione (26% contro 18%). Si può dire dunque che, nonostante il coronavirus, i fleet manager continueranno a spostarsi nella direzione delle alimentazioni alternative.

Per quanto riguarda infine gli effetti sul Total Cost of Ownership, il 42% dei fleet manager si attende entro quest’anno una diminuzione del TCO, mentre tra gli altri prevalgono le indicazioni di stabilità (35%) rispetto a quelle di aumento (23%). Con riferimento ai valori residui, la maggioranza degli interpellati (56%) indica che caleranno entro l’anno, contro appena l’11% di chi ritiene che vi possa essere un aumento e il 33% di chi indica una situazione di sostanziale stabilità.

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