Risparmio gestito

I fondi azionari a maggio hanno spinto la raccolta dei gestori

L’industria dell’asset management ha incassato 5,5 miliardi; di questi 3,1 sono arrivati dai prodotti equity. Patrimonio oltre 2.200 miliardi

di Isabella Della Valle

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(oleh11 - stock.adobe.com)

L’industria dell’asset management ha incassato 5,5 miliardi; di questi 3,1 sono arrivati dai prodotti equity. Patrimonio oltre 2.200 miliardi


2' di lettura

Continua a crescere l’industria del risparmio gestito e raddoppia la raccolta rispetto ad aprile: nelle casse dei gestori a maggio sono entrati complessivamente 5,5 miliardi, rispetto ai 2 incassati il mese precedente. Il dato rilevante è quello messo a segno dai fondi azionari che sono stati la categoria più gettonata in assoluto, contribuendo al saldo complessivo con flussi per 3,1 miliardi. Prosegue, quindi, l’avvicinamento dei sottoscrittori verso la Borsa, a testimonianza del clima più sereno che spinge gli investitori fare scelte di più ampio respiro rispetto al passato. Maggio è stato comunque positivo anche per le gestioni di portafoglio (2,2 miliardi) e in particolare per i mandati istituzionali che hanno chiuso i battenti con i conti in attivo per 1,9 miliardi. In crescita anche il patrimonio complessivo dell’industria del risparmio che è salito oltre quota 2.200 miliardi (2.210 per la precisione). Di questa cifra, non molto più bassa del debito pubblico italiano (2.467 miliardi a maggio), il 51,5% è in capo alle gestioni di portafoglio, mentre il restante 48,5% a quelle collettive.

I fondi comuni

Ormai l patrimonio gestito dai prodotti di diritto estero ha superato il 77% delle masse dei fondi e infatti praticamente tutta la raccolta è attribuibile a loro (oltre 3 miliardi), mentre per quelli tricolore il risultato è stato negativo per 100 milioni. Dalle cifre diffuse da Assogestioni nel consueto report mensile, emerge che i fondi hanno incassato complessivamente 2,9 miliardi, grazie come detto precedentemente al risultato degli azionari, che ha più che compensato il dato negativo per oltre 650 milioni accusato dai monetari. Un altro numero, questo, che conferma come sia cambiato l’atteggiamento degli investitori che dopo essersi riversati in massa su questa tipologia di prodotti durante i mesi scorsi (da inizio anno la raccolta è comunque positiva per 8,4 miliardi), ora si stanno progressivamente allontanando verso strumenti più dinamici, anche se più rischiosi. Deflussi anche per i flessibili (-66 milioni), mentre, pur restando in territorio ampiamente positivo, rispetto ad aprile si è decisamente affieviolito l’interesse per gli obbligazionari passati da 2,6 miliardi agli attuali 340 milioni. Sostanzialmente lineare, invece, l’andamento dei bilanciati nelle cui casse sono entrati 246 milioni (1,5 miliardi da gennaio).

I gruppi

Tra i protagonisti del settore spicca il risultato di Generali (2,1 miliardi) dovuto principalmente ai flussi sui fondi monetari all'interno dei mandati assicurativi. Maggio è amdato bene anche per Intesa SanPaolo e Poste italiane che hanno incassato rispettivamente 709 e 621 milioni. Più distanti ma sempre positivi pure i numeri di Mediolanum (361 milioni), Morgan Stanley (345 ) e Pramerica (308 milioni). Pollice verso, invece, per Bnp Paribas (-264 milioni), per Kairos Partners (-212 milioni) che non riesce a interrompere la lung serie di dati negativi e per M&G Investments (-183 milioni).

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