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I fondi giapponesi fanno incetta di titoli del debito sovrano di Pechino

Si fidano più della Cina che di altri Paesi asiatici. Il mercato cinese vale 100 miliardi dollari nel prossimo triennio

di Rita Fatiguso

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Si fidano più della Cina che di altri Paesi asiatici. Il mercato cinese vale 100 miliardi dollari nel prossimo triennio


2' di lettura

Gli investitori si fidano della Cina e del suo debito sovrano. Si stima che nei prossimi tre anni Pechino incasserà 100 miliardi di dollari dalla vendita di titoli, ben più redditizi di quelli americani.

In prima linea a far man bassa ci sono i fondi giapponesi che in ottobre hanno fatto acquisti record per 822,6 milioni di dollari (85,6 miliardi di yen).

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Il totale degli acquisti giapponesi sale a 505,7 miliardi di yen nel 2020, stando a quanto dichiarato dal ministero degli esteri giapponese.

La mossa di ottobre indica una chiara accelerazione da parte dei fondi giapponesi, noti per la loro prudenza.

L’inversione di rotta

Per non parlare delle dinamiche geopolitiche che fino a pochi mesi fa hanno visto il Giappone finanziare il rientro a casa di imprese cinesi in segno di totale sfiducia verso il Governo di Pechino.

La svolta, a questo punto, è evidente. Del resto il benchmark a 10 anni è salito di 80 punti base dal minimo in aprile a 3.29. Merito – dicono gli analisti di Citigroup – dei passi in avanti fatti dalla Cina per essere inclusa negli indici globali, della ripresa economica e, ovviamente, del differenziale con altri rendimenti di debiti.

La Cina per i giapponesi è dunque meno rischiosa di Filippine, India, Sud Africa e Messico, dove pure i fondi investono.

Nuove quote per investitori

La Cina spinge anche sull’attrazione di investimenti qualificati. L'agenzia collegata alla Banca centrale che monitora i flussi di capitale (SAFE) ha, finora, ha assegnato più di 9,02 miliardi di dollari di quote a società fiduciarie nazionali nel programma Qualified Domestic Institutional Investors (QDII) per incoraggiare le istituzioni nazionali a versare più denaro nei mercati dei capitali esteri.

Al 30 novembre, l’Amministrazione statale dei cambi (SAFE) aveva assegnato le quote QDII a 24 società fiduciarie, tra le quali cinque hanno ricevuto una quota per la prima volta.

SAFE ha dichiarato a ottobre che avrebbe emesso circa 10 miliardi di dollari di nuove quote QDII in diversi lotti dopo aver emesso 3,36 miliardi di dollari di nuove quote a settembre, il primo in un anno e mezzo.

La quota totale annuale nel 2020 rappresenterebbe a questo punto un'espansione del 10% del programma.


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