asset under management

I fondi immobiliari crescono del 15% (e toccano i 3,2 trilioni di euro)

A scattare la fotografia è l’ultimo Fund Manager Survey 2020. In cima si conferma Blackstone, con 250 miliardi di patrimonio gestito

di Laura Cavestri

(Conway Alec RF / AGF)

3' di lettura

Cresce ancora e oltrepassa la soglia dei 3 trilioni. Il patrimonio immobiliare globale gestito (asset under management, Aum) ha messo a segno un nuovo record: 3,2 trilioni di euro alla fine del 2019. A fotografarne il peso è l’ultima Fund Manager Survey 2020, appena pubblicata da Anrev, Inrev e Ncreif. Un balzo del 15,7% rispetto al conteggio del 2018 (2,8 trilioni di euro) e al netto di un’indagine meno capillare e di un campione più ristretto di manager causa Covid-19.

La classifica
In cima alla lista c’è il gruppo Blackstone, con un asset under management di quasi 250 miliardi di euro, seguito da Brookfield Asset Management con 180 miliardi e Pgim Real Estate con 159,8 miliardi. Nuveen e Hines completano la line-up dei primi cinque gestori, con portafogli, rispettivamente, di 118,3 e 117,7 miliardi di euro.
Tutti insieme, i primi 10 gestori patrimoniali di quest’anno rappresentano circa il 40% del totale complessivo, raggiungendo ciascuno almeno 85 miliardi di euro di asset gestiti.
Nonostante il divario, in termini di patrimonio medio, che separa i primi 10 manager dagli altri, il tasso di crescita complessivo per le società medie e più piccole ha superato quello delle grandi, rispettivamente del 18,6% e dell’11,5 per cento.

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Cambiamento nei comportamenti
Per i manager di alcuni settori, la crescita è stata anche favorita da continui cambiamenti nel comportamento dei consumatori. L'aumento dello shopping online, ad esempio, ha avuto un impatto positivo sul settore della logistica, aiutando Prologis ad aumentare il suo asset under management di quasi il 25%, da 84,8 a 105,6 miliardi di euro, posizionandosi al sesto posto nella classifica generale.

Differenze regionali
A livello regionale, i manager focalizzati sulle strategie in Nord America rappresentano la percentuale più alta di Aum totale, al 36,6%, seguiti da vicino da quelli in Europa con il 33,8%, mentre i gestori dell’Asia del Pacifico hanno contribuito al 16,7% del totale.
Pgim guida le classifiche nordamericane, mentre CapitaLand è il più grande manager nel far East e nell’Asia del Pacifico con 58,7 miliardi di euro di Aum . Swiss Life Asset Managers è il numero 1 in Europa con quasi 90 miliardi e per la prima volta si inserisce nella top 10 della classifica generale. La crescita dell’azienda è un esempio della sempre più significativa tendenza degli investitori a sfruttare le loro piattaforme per raccogliere e gestire capitale di terzi.

Veicoli non quotati e consolidamento del mercato
Un sostanziale 82,2% del totale dell’Aum 2019 (pari a 2,6 trilioni di euro) di è rappresentato da veicoli immobiliari non quotati. In Europa, i non quotati rappresentano oltre il 90% degli Aum. Nel Nord America valgono il 79,3% e nell’Asia Pacifico il 71,2 per cento.
I fondi rappresentano il 44,6% del totale dei veicoli immobiliari non quotati, così da renderli la forma più diffusa di struttura di investimento indipendentemente dal quadrante geografico. Tra i vari tipi di veicoli alternativi, i prodotti di debito non quotati sono i preferiti in Nord America più che altrove, dove rappresentano il 14,3% della quota Aum, rispetto al 3,6% in Europa e all’1,3% in Asia Pacifico.

I risultati del sondaggio evidenziano anche la continua tendenza al consolidamento del mercato. Come nel 2019, il 20% degli intervistati ha riferito di essere stato coinvolto, negli ultimi 10 anni, in attività di fusione e acquisizione, con un terzo di essi che ha citato il desiderio di estendere la propria presenza internazionale come motivazione chiave.

«Le dimensioni e la rilevanza dei più grandi gestori continuano la loro parabola ascendente – ha sottolineato Henri Vuong, direttore della ricerca di Inrev – ma la crescita su tutta la linea è impressionante. E dietro i numeri ci sono alcune storie interessanti da raccontare. L'ibrido investitore/gestore sta chiaramente facendo sentire la sua presenza e potremmo vedere molto di più in futuro. Allo stesso modo, l’interesse per il consolidamento non mostra segni di riduzione e probabilmente accelererà nelle attuali condizioni di mercato».

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