Il monitoraggio della Covip

I fondi pensione crescono nel 2021. La partita sul nuovo silenzio-assenso per il Tfr

Gli iscritti sono 403mila in più del 2020, con una crescita complessiva del 4,3%. Le risorse destinate alle prestazioni solo lievitate di 14,7 miliardi rispetto al 2020 toccando quota 212,6 miliardi

di Marco Rogari

Pensioni, il tavolo riparte in salita: il contributivo per tutti divide

3' di lettura

Proprio mentre l'ipotesi di un nuovo semestre di “silenzio-assenso” per la destinazione del Tfr si affaccia al tavolo tra governo e sindacati sulla nuova riforma delle pensioni, la previdenza integrativa mostra alcuni segni di vitalità nonostante il perdurare dell'emergenza Covid. A fine 2021 gli iscritti sono risultati 403mila in più dell'anno precedente, con una crescita complessiva del 4,3% e punte del 6,6% nei fondi aperti e del 6% registrata nell'area di quelli negoziali. Mentre le risorse destinate alle prestazioni solo lievitate di 14,7 miliardi rispetto al 2020 toccando quota 212,6 miliardi. A fotografare queste performance è il monitoraggio dell'andamento 2021 condotto dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip). Dall'analisi dei “principali dati statistici” effettuata dall'Authority presieduta da Mario Padula, emerge che i rendimenti, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, si sono attestati al 4,9% per i fondi negoziali e al 6,4% per fondi aperti, all'11,1% nei Piani individuali pensionistici (Pip) di ramo III e all'1,3% nelle gestioni separate di ramo I.

Rendimenti più elevati della rivalutazione del Tfr all'1,9%

L'Authority fa anche notare che sul versante della previdenza complementare lo scorso anno i risultati sono stati in media positivi, e più elevati per le linee di investimento caratterizzate da una maggiore esposizione azionaria>>. Il dossier Covip, in particolare, mette in evidenza come nel decennio 2012-2021 il rendimento annuo “composto” delle forme di previdenza integrativa (su orizzonti più propri del risparmio previdenziale>>) sia stato pari al 4,1% per i fondi negoziali, al 4,6% per quelli aperti, al 5% per i Pip e al 2,2% per le gestioni di ramo I. Nello stesso periodo la rivalutazione del Tfr è risultata pari all'1,9% l'anno.

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Spinta dei sindacati per un nuovo semestre di “silenzio assenso”

La questione di un vero rilancio della previdenza integrativa, anche in funzione di una copertura pensionistica più ampia per i giovani con carriere discontinue, è uno dei capitoli su cui si stanno concentrando i tavoli tecnici concordati da governo e sindacati con l'obiettivo di provare a individuare soluzioni condivise per una nuova riforma delle pensioni, magari in formato “mini”. Un confronto che il 7 febbraio, secondo l'agenda stilata dall'esecutivo Draghi, dovrebbe essere oggetto di una prima verifica politica tra il governo e i leader di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati spingono per aprire la strada ad altri sei mesi di “silenzio-assenso” per la destinazione del Tfr. Un nuovo semestre che dovrebbe essere accompagnato da una forte campagna istituzionale d'informazione e da incentivi e agevolazioni fiscali per favorire la crescita delle adesioni alle forme di previdenza complementare e anche gli investimenti in economia reale da parte dei fondi pensione.

Covip: 8,8 milioni di iscritti

La Covip afferma che a fine 2021 sono risultate 9,745 milioni le posizione in essere>> presso le forme di previdenza complementare. Tenendo di chi aderisce a più fondi o piani di investimento, il numero effettivo di iscritti individuato dall'Authority è di 8,8 milioni. Le adesioni sono cresciute non solo per i fondi negoziali e aperti ma anche per i Pip nuovi, seppure in maniera più contenuta (+2,9%)

Incassati dai fondi 13,3 miliardi di contributi

Lo scorso anno le varie forme di previdenza complementare hanno incassato 13,3 miliardi di contributi, con un incremento di 890 milioni (+7,2%) sul 2020. La Covip fa notare che questa crescita interessa tutto il pianeta delle pensioni integrative, con variazioni tendenziali che vanno dal 5,4% dei fondi negoziali, al 6,9% dei Pip fino al 12,3% dei fondi aperti.

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