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I fondi pensione negoziali investono sulle Pmi a vocazione export

Aziende italiane non quotate con un fatturato che derivi in larga parte dall’estero. Sono le pmi nel mirino del progetto Iride, ovvero il “consorzio” di cinque fondi pensione (Foncer, Fondenergia, Fondo GommaPlastica, Fondo Pegaso e Previmoda) che hanno dato mandato al gestore Neuberger Berman

di Vitaliano D'Angerio

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Aziende italiane non quotate con un fatturato che derivi in larga parte dall’estero. Sono le pmi nel mirino del progetto Iride, ovvero il “consorzio” di cinque fondi pensione (Foncer, Fondenergia, Fondo GommaPlastica, Fondo Pegaso e Previmoda) che hanno dato mandato al gestore Neuberger Berman


2' di lettura

«L’investimento complessivo ammonterà a 216 milioni di euro e sarà focalizzato sull’Europa con una quota significativa in Fia (fondi di investimento alternativi, ndr) che investono in imprese operanti in Italia». Dopo anni di parole sull’economia reale si passa ai fatti: cinque fondi pensione hanno individuato il gestore (Neuberger Berman) a cui affidare una quota del proprio patrimonio da investire in asset alternativi. Si chiama Progetto Iride e vi sono coinvolti Foncer (ceramica), Fondenergia, Fondo GommaPlastica, Pegaso (servizi pubblica utilità) e PreviModa. Nel comunicato sul mandato di gestione è stato messo nero su bianco che una quota degli investimenti alternativi sarà indirizzato verso aziende italiane non quotate. C’è però una postilla: le società non quotate dovranno avere un fatturato che «deriva in larga parte dall’estero, così da sostenere l’economia nazionale e al tempo stesso assicurare un’adeguata diversificazione del rischio Paese».

Economia reale ma non troppo

È un po’ la quadratura del cerchio. In questi anni infatti chi si opponeva all’investimento dei fondi pensione (e delle casse di previdenza) nell’economia reale italiana evidenziava che i portafogli andassero necessariamente diversificati e che la “quota Italia” dovesse essere limitata per evitare un’eccessiva concentrazione del rischio. Adesso bisognerà capire a quanto ammonterà la percentuale di fatturato estero per le aziende italiane che finiranno nei radar di Iride e in che modo saranno applicati. A quanto è trapelato, però, non saranno dei limiti rigidi, anche se sarà necessaria la proiezione estera dell’azienda da inserire in portafoglio.

Linee guida e novità

Questa settimana vi sarà un incontro dei cinque fondi pensione per scendere nel dettaglio della convenzione di gestione. Toccherà decidere anche quanto investire in Italia dei 216 milioni messi a budget. I l 25%, circa 54 milioni di euro, dovrebbe essere la base di partenza ma è probabile che si andrà oltre questa soglia. Allo stesso tempo sono già state indicate alcune linee guida a Neuberger Berman che potrà 1) avvalersi delle competenze tecnico professionali di un gestore relativamente al processo di screening e due diligence dei fondi alternativi e delle imprese investibili; 2) realizzare una maggiore diversificazione in termini di numerosità dei fondi alternativi, dei team di gestione e degli investimenti sottostanti; 3) accedere al mercato secondario, precluso ai fondi, decisivo ai fini della garanzia di liquidabilità degli investimenti entro i termini di scadenza del mandato e infine 4) ottenere una semplificazione operativa e gestionale interfacciandosi con un solo soggetto.

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