L’inchiesta

I fondi per Termini in biglietti della Juve, arrestato l’ex patron di Blutec

In carcere Roberto Ginatta, agli arresti domiciliari il figlio Matteo Orlando e la contabile storica del gruppo Metec Giovanna Desiderato.

di Nino Amadore

Blutec, Ginatta ancora nei guai

In carcere Roberto Ginatta, agli arresti domiciliari il figlio Matteo Orlando e la contabile storica del gruppo Metec Giovanna Desiderato.


3' di lettura

Avrebbe autoriciclato le somme distratte dal finanziamento ottenuto da Regione siciliana e Invitalia per la reindustrializzazione del sito ex Fiat di Termini Imerese nel palermitano dirottandone una parte su una società utilizzata come cassaforte e utilizzadoli in parte anche per l’acquisto di biglietti della Juventus. È una delle accuse nei confronti di Roberto Ginatta, l’ex patron di Metec e di Blutec, arrestato dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo guidati da Gianluca Angelini: i finanzieri hanno eseguito un ordine di custodia cautelare firmato dal gip del Tribunale di Torino.

Sono finiti agli arresti domiciliari Matteo Orlando Ginatta, figlio di

Roberto, e Giovanna Desiderato, contabile storica del gruppo di Rivoli in provincia di Torino che si occupa di componentistica per auto. Tutti e tre sono accusati a vario titolo di riciclaggio, autoriciclaggio e bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e da reato societario. L’operazione, denominata Dark Hole, fa parte di un unico filone di inchiesta che riguarda la gestione dei fondi ottenuti da Blutec per il sito di Termini Imerese.

Un filone investigativo inizialmente sviluppato dalla procura di Termini Imerese e poi trasferito per competenza alla Procura di Torino, che ha già portato nel corso del 2019 dapprima al sequestro della Blutec, oggi in amministrazione straordinaria e, successivamente, anche della capogruppo Metec. Le indagini, coordinate dalla procura di Torino, sono state svolte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, complessi riscontri finanziari, ispezioni, perquisizioni, consulenze tecniche e l’assunzione di informazioni da persone informate sui fatti.

Per Roberto Ginatta, che già l’anno scorso era finito ai domiciliari sempre nell’ambito di questa inchiesta, l’accusa principale è di aver distratto circa 16,5 milioni di euro di finanziamenti pubblici, erogati dalla Regione siciliana per il tramite di Invitalia (referente del ministero dello Sviluppo economico), per sostenere il programma di sviluppo finalizzato alla riconversione e riqualificazione del polo industriale di Termini Imerese: era prevista la realizzazione di una nuova unità produttiva presso gli opifici della ex Fiat (ora Fca) per la produzione di componentistica automotive. Ginatta è poi accusato di aver falsamente attestato di essere in possesso di alcuni dei presupposti per avere accesso ai fondi pubblici con particolare riferimento all’idoneità economico-finanziaria dell’azienda per condurre a termine la progettualità oggetto di finanziamento; di aver «commesso - spiegano i finanzieri - numerosi fatti di bancarotta fraudolenta nella gestione della Blutec e della Metec a mezzo di comportamenti dolosi, reati societari e gravi condotte di distrazione del patrimonio tra le quali, in particolare, il prelevamento del capitale sociale, la distribuzione di dividendi generati solo da alchimie contabili e l’acquisto di biglietti e abbonamenti per le partite di calcio della Juventus». E infine è accusato anche di aver autoriciclato il profitto illecito derivante dalla condotta di malversazione a danno dello Stato in altre attività imprenditoriali e speculative (quali l'acquisto di titoli esteri, ovvero il trasferimento di tali provviste a favore di altre divisioni del gruppo): una parte delle somme, sono state riciclate attraverso l’utilizzo della Due G Holding Srl (successivamente denominata Mog Srl), utilizzata sostanzialmente quale “cassaforte” degli indagati. A Matteo Orlando Ginatta e a Giovanna Desiderato viene contestato dagli inquirenti il riciclaggio di oltre 500.000 euro realizzato attraverso la Mog. A carico del giovane Ginatta è ipotizzato anche il concorso nella bancarotta fraudolenta della Metec, in relazione all’operazione di acquisizione della Alcar Indusrie, che ne ha aggravato il dissesto.

Il gip ha disposto il sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale della holding Mog, che nell'ultimo bilancio ha iscritto partecipazioni per oltre otto milioni di euro, di proprietà di Matteo Orlando Ginatta formalmente amministrata da Giovanna Desiderato, che controlla indirettamente la Alcar Industrie con sedi a Lecce e Vaie (TO); quote societarie e disponibilità finanziarie del valore di circa 4 milioni di euro.

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