milano fashion week

I fratelli Etro tornano alla moda quotidiana e concreta

Negli show virtuali omaggio alle Marche per Santoni, il «fanta» di Fabio Quaranta

di Angelo Flaccavento

2' di lettura

Dopo due settimane modaiole di video e virtualità assortite, a Milano finalmente arriva lo show in presenza: Etro. Dieci del mattino, presentazione nel chiostro dell’Hotel Four Season: è un dolce risveglio di ritorno a una normalità cui tutti agogniamo ma che continua a sfuggire. Mascherine e distanziamento non fanno che ricordarci i pericoli del momento. Però la sfilata live ha un magnifico senso di presenza. Basta anche solo la musica, suonata dal vivo dalla Ensemble Testori Orchestra, a ricordarlo. Il medley di brani tratti dal repertorio del compianto Ennio Morricone è una trovata facile, ma azzeccata, e toccante. È una espressione vitale di italianità anche la collezione, sviluppata per la prima volta in dialogo e corrispondenza di creativi sensi dai fratelli Kean e Veronica Etro. «È un processo che eravamo in procinto di intraprendere, e che il confino ha accelerato: unificazione – dicono i due, raggianti, alla fine dello show –. I temi sono i medesimi per l’uomo e per la donna, e così l’intenzione di lavorare su capi che accendano il desiderio». La collezione è una summa di nonchalance alla Etro maniera, tra paisley, formalità bohemienne e sentori di dotto multiculturalismo, con l’accento sulla quotidianità dei capi. È un movimento deciso a questo giro: un ritorno di ispirata concretezza, di abiti da mettere, non strumenti di comunicazione.

Etro, ciò che conta non è la destinazione finale ma il viaggio

Etro, ciò che conta non è la destinazione finale ma il viaggio

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Dopo cotante emozioni, il resto della seconda giornata torna bruscamente virtuale, con risultati altalenanti. Il video ha un forte potere emotivo e narrativo, ma richiede una regia sicura, o il rischio è il catalogo in movimento. Succede da Les Hommes, in una esplorazione prolissa di linee asciutte e silhouette dinamiche, e da S antoni, dove l’omaggio alle Marche, terra di origine del marchio, è mero espediente scenico, perché non basta certo una collina a picco sull’Adriatico a evocare l’emozione dell’infinito leopardiano, quando poi il focus è sul prodotto. Unisce verve visionaria e pragmatismo, invece, il video Transhumance, diretto da Vipra Sativa per Fabio Quaranta: epopea fantascientifica condensata in cinque minuti appena di viaggio interstellare seguito dal focus sulla collezione.

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