indice della criminalità

I furti e le rapine crollano con il virus ma più reati sul web

Nel primo semestre dell’anno calano anche i reati industriali ma crescono delitti informatici, contrabbando e casi di usura. Violenze in casa: denunce in risalita post lockdown

di Marta Casadei e Michela Finizio

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(dekdoyjaidee - stock.adobe.com)

Nel primo semestre dell’anno calano anche i reati industriali ma crescono delitti informatici, contrabbando e casi di usura. Violenze in casa: denunce in risalita post lockdown


3' di lettura

Dimezzati i furti, in particolare scippi e borseggi. Rapine ridotte di un terzo, con flessioni oltre il 50% per quelle in banca o negli uffici postali, chiusi al pubblico nei mesi di lockdown. Il database interforze sull’attività criminale, gestito dal dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, registra un calo in media del 25,9% dei delitti commessi e denunciati durante i primi sei mesi del 2020. Un risultato atteso, conseguenza diretta delle limitazioni agli spostamenti imposte dall’emergenza sanitaria, che si riflette soprattutto sui reati predatori.

Un trend che, però, risulta meno marcato su maltrattamenti e violenze tra le mura domestiche, se non addirittura in controtendenza per crimini informatici, usura e contrabbando.

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IN CRESCITA E IN CALO
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A fornire al Sole 24 Ore la fotografia dei crimini commessi nei primi mesi in cui l’Italia è stata colpita dal Covid-19, insieme alle statistiche su base provinciale relative alla delittuosità rilevata nel 2019 (si veda l’Indice della criminalità 2020), è il servizio di analisi criminale che fa capo alla direzione centrale della Polizia criminale del prefetto Vittorio Rizzi.

Vai alle classifiche complete nella pagina interattiva

«In questi mesi - afferma il dirigente dell’ufficio, Stefano Delfini - abbiamo studiato con attenzione cosa stava succedendo. Le limitazioni alla libertà di circolazione sono state un fatto eccezionale, che ha ovviamente influito su alcune forme di criminalità. Per altre, la diminuzione è stata meno marcata, come per maltrattamenti e percosse, che spesso sono reati spia di violenze di genere. Lo dimostrano anche l’aumento delle telefonate al numero 1522 durante il lockdown e il fatto che, con la riapertura delle attività, sono tornate subito a crescere le denunce di violenze su donne o minori. Inoltre, smart working e didattica a distanza hanno spostato una parte della delittuosità sulla rete».

LE VARIAZIONI DEL 2020
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I reati online

Furti di identità digitale, frodi informatiche, clonazioni di carte di credito e altre forme di reato online si sono tradotte nei primi sei mesi di quest’anno in una media di 52 denunce al giorno per crimini informatici. A cui si aggiungono 589 truffe e frodi informatiche denunciate in media ogni giorno. «Per queste tipologie di reato la denuncia è immediata perché è quasi sempre associata a un potenziale danno economico», spiega Delfini, ricordando che i dati rilevati riflettono la tendenza dei cittadini a denunciare gli illeciti, inclinazione che può variare a seconda del tipo di crimine o territorio.

«C’è poi una parte di attività criminale, che definiamo “numero oscuro”, che non viene segnalata - aggiunge - nonostante gli sforzi messi in campo per farla emergere. Ad esempio abbiamo acceso un faro sui maltrattamenti verso anziani o minori e lavoriamo a diverse campagne di sensibilizzazione sul territorio».

Rispetto alla “normalità” del 2019, inoltre, nel primo semestre c’è stata una forte contrazione dello sfruttamento della prostituzione e della pornografia minorile (-29,9%), di reati “industriali” come la contraffazione (-43%) e le violazioni alla proprietà intellettuale (-43%). «L’attività investigativa e di controllo su questi fenomeni - dice Delfini - non si è mai fermata, ma forse ad alcune organizzazioni criminali sono venuti a mancare i canali per le vendite al dettaglio, che sono l’ultimo anello della catena per lo smercio di beni contraffatti».

Contrabbando e spaccio

In crescita, invece, il contrabbando (+6,7%) e le associazioni per spaccio di stupefacenti, anche se i due fenomeni insieme “cubano” appena 240 denunce in sei mesi. «Abbiamo assistito - afferma il responsabile del servizio di analisi criminale, che ogni giorno elabora report e monitoraggi per orientare l’attività di controllo e gli organismi competenti - a truffe o vendite fraudolente di mascherine, Dpi, gel igienizzante. Con la pandemia le organizzazioni e le reti criminali si sono riconvertite, ma usano gli stessi mezzi e le stesse basi logistiche di prima per arricchirsi illecitamente, anche contrabbandando merci da altri Paesi o stupefacenti». In crescita anche gli incendi (+2,4%), «a volte spia di altri illeciti, ad esempio legati allo smaltimento illegale dei rifiuti medici e ospedalieri», dice Delfini.

Da valutare con cautela, infine, l’incremento dei fenomeni di usura, passati da 92 a 101 episodi denunciati nei primi sei mesi dell’anno: «I trend - conclude - vanno sempre visti sui grandi numeri, ma l’usura è un reato particolare». Spesso i prestiti a strozzo vengono fatti da persone vicine alla vittima per cui i numeri risentono della difficoltà nel denunciare. «L’emergenza - spiega Delfini - ha fatto esplodere la crisi di liquidità e in alcune aree è riemerso quello che chiamiamo il “welfare criminale di prossimità”, con la criminalità organizzata cerca di arrivare prima dello Stato». E in questo caso l’aumento delle denunce potrebbe non essere del tutto negativo.

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