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I gestori chiudono dicembre con una raccolta positiva per 10,3 miliardi

Le gestioni di portafoglio hanno portato in dote 6,5 miliardi, mentre i fondi ne hanno incassati 3,8. Record per il patrimonio a 2.288 miliardi.

di Isabella Della Valle


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(© Michael Weber/imageBROKER)

2' di lettura

L’industria del risparmio gestito ha chiuso l’ultimo mese dell’anno con u na raccolta netta positiva per 10,3 miliardi, portando così il saldo complessivo del 2019 a quota 73,5 miliardi (55 dei quali però dovuti a operazioni straordinarie sui mandati istituzionali da parte di Poste Italiane nelle battute iniziali dell’anno). Secondo le statistiche diffuse da Assogestioni, iI contributo principale al risultato mensile è arrivato dalle gestioni di portafoglio che hanno rastrellato 6,4 miliardi, ma anche il segmento dei fondi ha archiviato il bilancio di dicembre con dati di tutto rispetto: 3,8 miliardi, in netto miglioramento rispetto agli 1,6 incassati a novembre. Nuovo record per il patrimonio complessivo del sistema, salito a 2.288 miliardi dei quali il 49,2% in capo alle gestioni collettive e il 50,8% a quelle di portafoglio.

I fondi aperti

Tra i fondi aperti, a dicembre è tornato un forte interesse per i prodotti obbligazionari che hanno raccolto ben 2,3 miliardi, con un balzo notevole rispetto ai 942 milioni del mese precedente. Conti in attivo anche per gli azionari e i bilanciati (rispettivamente 560 e 416 milioni) che però hanno rallentato il passo rispetto a novembre. Stabili i flessibili, mentre i monetari hanno ridimensionato il rosso, passando da -1,1 miliardi a -205 milioni. A livello di domiciliazione, i fondi di diritto estero hanno raccolto 3,7 miliardi, mentre dalle casse degli italiani sono usciti 519 milioni (76,9% la quota di patrimonio in gestione agli esteri)

I gruppi

Dal versante delle società da segnalare il dato di Intesa Sanpaolo che ha totalizzato 6,9 miliardi, prevalentemente in arrivo da Eurizon (2,7 miliardi attraverso i fondi e 3,5 con i mandati istituzionali). Segno positivo anche per Poste Italiane (3 miliardi) e Amundi (1,6 miliardi); nel primo caso grazie ai mandati, nel secondo ai fondi. Bene anche Ubs Asset Management (371 milioni), Bnp Paribas (305 milioni) e Azimut (303 milioni). Conti in rosso, invece, per Generali(-1,2 miliardi per operazioni infragruppo), Anima Holding(-1,2 miliardi), Kairos (-369 milioni), Franklin Templeton (-294 milioni) e Morgan Stanley (-255 milioni).

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