ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùRisparmio gestito

I gestori hanno chiuso giugno con i conti in rosso per 1,2 miliardi

Negativa per oltre 2 miliardi la raccolta dei fondi comuni. Forti deflussi dagli obbligazionari (-3,4 miliardi) mentre tengono la rotta gli azionari (1,3 miliardi). Patrimonio in calo a 2.278 miliardi

di Isabella Della Valle

(ThorstenSchmitt - stock.adobe.com)

2' di lettura

Con un saldo negativo per oltre 2 miliardi a giugno sono i fondi comuni a tingere di rosso la raccolta del risparmio gestito in Italia. Il mese si è infatti concluso con un saldo complessivo di -1,2 miliardi, in linea con quello di maggio, ma determinato da deflussi differenti. C’è stata infatti un’ inversione di rotta dei fondi, dunque, che per il secondo mese consecutivo dal marzo 2020 hanno svoltato in negativo, mentre le gestioni di portafoglio a giugno hanno recuperato molto terreno, passando da una raccolta negativa di 1,2 miliardi registrata a maggio a quella attuale pari a +239 milioni, grazie ai mandati istituzionali.

Significativa anche la limatura delle masse, scese a 2.278 miliardi. In questo caso l’effetto mercato combinato ai deflussi ha influito sul totale con una perdita stimata mensile del 2,6 per cento. In calo rispetto a maggio la percentuale che fa capo alle gestioni collettive (da 53,1 a 52,4 per cento, mentre è salita dal 46,9 al 47,6 la parte controllata dalle gestioni di portafoglio.

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I fondi

Anche a giugno i fondi obbligazionari sono stati affondati dai riscatti (-3,4 miliardi) e sono stati loro ad affossare l’intero segmento. Nonostante la fase di mercato difficile, infatti, i sottoscrittori hanno continuato ad acquistare i prodotti azionari che hanno incassato 1,3 miliardi, circa la metà rispetto a maggio, ma pur sempre un dato che mostra il mantenimento dell’impostazione positiva dei prodotti specializzati sull’equity. L’aumento dei tassi di interesse ha accresciuto l’interesse per i fondi monetari, positivi per 792 milioni, mentre gli investitori continuano a prendere le distanze dai flessibili, negativi per 941 milioni.

Il semestre

Da gennaio a fine giugno l’industria del risparmio ha messo in cantiere 6,5 miliardi, grazie ai 14,3 arrivati dalle gestioni collettive (11,9 dai fondi aperti) che hanno compensato i deflussi per 7,8 miliardi subiti da quelle di portafoglio. Nel semestre la tipologia di fondi che si è comportata meglio è stata quella degli azionari, in attivo per 15,3 miliardi, che ha contrastato le perdite di 14,6 miliardi accusate dagli obbligazionari, la cui incidenza sul patrimonio del settore si va via via riducendo.

I gruppi

Tra le fila dei protagonisti del sistema, il dato più negativo è di Intesa Sanpaolo che, complici principalmente i deflussi dai fondi aperti targati Eurizon, ha lasciato sul terreno 2,1 miliardi. Negativo per 363 milioni il risultato di Generali, per 291 il dato di Bnl Bnp Paribas, per 403 milioni quello di Ubs Asset Management e per 208 milioni il saldo di Kairos Partners. Conti in attivo, invece, per Amundi (142 milioni), Anima Holding (131 milioni), Poste Italiane (751 milioni) , Mediolanum (402 milioni) e Arca (352 milioni).

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