Dopo la rinuncia di conte

I giornali esteri: «Crisi istituzionale, per Mattarella una vittoria di Pirro»

di Fr.Pr.

default onloading pic
Le Monde apre l’edizione online con Giuseppe Conte e la crisi istituzionale italiana


4' di lettura

Più che la crisi politica, poté la crisi istituzionale. Più che il braccio di ferro, tra Mattarella da una parte, Movimento 5 Stelle e Lega dall’altro, a «bucare» sono le minacce di impeachment che i «populisti» (questo il termine per indicare i due partiti anti-sistema) indirizzano al Quirinale. È l’Italia del 27 maggio vista dai giornali internazionali, tutti orientati a dare grande enfasi alla vicenda dello Stivale, emblematica per comprendere in che direzione viaggia l’Eurozona al tempo del populismo.

Cottarelli convocato da Mattarella. Scontro istituzionale: M5S invoca impeachment

Le Monde: «Italia nell’incertezza più totale»
Le Monde sceglie addirittura di aprire con quanto sta accandendo al di qua delle Alpi la propria edizione online. «In disaccordo con il presidente, Giuseppe Conte rinuncia a essere capo del governo», titola il quotidiano parigino. Apocalittico l’attacco: «Domenica 27 maggio l’Italia torna a sprofondare nell’incertezza più totale. Giuseppe Conte, capo del governo incaricato dopo lunghe trattative tra il Movimento a 5 stelle (antisistema) e la Lega (estrema destra), ha annunciato che rinuncerà alla presidenza del Consiglio. Era appena uscito da un incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con il quale si è dibattuto sul nome del futuro ministro delle Finanze. Giuseppe Conte voleva nominare Paolo Savona, 81 anni, dichiarato euroscettico, che Mattarella rifiutava categoricamente. In Italia, tuttavia, è il capo di Stato che deve accettare l’elenco dei ministri che gli viene presentato dal Presidente del Consiglio». Non sfuggono comunque le reazioni pentastellate a Le Monde: «Il leader dell’M5S, Luigi Di Maio, ritiene “incomprensibile” questo rifiuto del Capo dello Stato e ne chiede la rimozione invocando l’articolo 90 della Costituzione italiana, facendo riferimento ad “alto tradimento” e “violazione” della Carta».

Loading...

Ft: «Pesa il no al ministro euroscettico»
Per il Financial Times, bibbia British dell’informazione economico-finanziaria, «i populisti italiani si tirano indietro dalla formazione del nuovo governo». L’analisi del corrispondente da Roma James Politi è impietosa: «L’Italia si sta dirigendo verso una possibile crisi costituzionale dopo che i principali partiti politici populisti del Paese hanno abbandonato la loro candidatura per formare un governo, a seguito della drammatica decisione del presidente italiano Sergio Mattarella di bloccare la nomina di un ministro delle Finanze dichiaratamente euroscettico.

Il servizio di approfondimento che il quotidiano britannico The Guardian dedica alla crisi italiana

The Guardian: «Conte vittima dello stallo»
È la crisi istituzionale, più che quella politica, a destare preoccupazione anche secondo The Guardian, quotidiano britannico di area riformista, secondo il quale «nuove elezioni si profilano in Italia tra le richieste di impeachment nei confronti di Mattarella». E via con il quadro della situazione: «Uno stallo sul futuro dell’Italia nell’Eurozona ha costretto alle dimissioni il populista Giuseppe Conte, primo ministro incaricato, dopo che il presidente del Paese aveva rifiutato la controversa scelta di Conte come ministro delle Finanze. Sergio Mattarella, presidente italiano insediato da un precedente governo filoeuropeo, ha rifiutato la nomina a ministro delle Finanze di Paolo Savona, un ex ministro dell’Industria di 81 anni che ha definito “errore storico” l’ingresso dell’Italia nell’euro». Il retroscena del niet a Savona orienta anche le scelte di titolazione del quotidiano spagnolo El Pais: «Il veto a un ministro euroscettico fa saltare la formazione di un governo in Italia».

La «vittoria di Pirro» del Quirinale
Anche in Germania occhi puntati sulla clamorosa posizione dell’M5S sul Colle. «Il Movimento 5 Stelle chiede la deposizione del presidente Mattarella», titola Frankfurter Allgemeine. Che, trattandosi d’Italia, tira fuori suggestive metafore storiche: «A Roma le dimissioni di Conte, che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva incaricato solo mercoledì scorso, sono state descritte come una sorta di vittoria di Pirro per il Quirinale nella lotta di potere con i leader dei partiti populisti Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Nella tarda serata di domenica Di Maio, capo del Movimento 5 Stelle, ha chiesto la deposizione del presidente Mattarella». Guarda già avanti Der Spiegel che, nei giorni scorsi, non è stato affatto tenero nei confronti dell’Italia: «Il presidente Mattarella nomina gli ex economisti del Fmi», è il titolo. Poi dentro: «Un team di esperti al posto dei politici di partito guiderà l’Italia fuori dalla crisi. Questo è ciò che vuole il capo di Stato Sergio Mattarella. Dopo il fallimento della formazione di un governo del Movimento 5 Stelle e della Lega, partiti critici nei confronti dell’Europa, il presidente sta cercando una via d’uscita dalla crisi. Per oggi a mezzogiorno ha convocato per i colloqui l’esperto economico Carlo Cottarelli. L’ex rappresentante dell’Fmi potrebbe condurre il paese verso nuove elezioni con un governo di transizione».

The New York Times e il solievo dell’Ue
Molto attento (e poco tenero) sulle vicende italiane, nei giorni scorsi, è stato pure The New York Times che oggi titola: «I partiti populisti italiani sul baratro del potere: non riescono a formare il governo». Il corrispondente da Roma Jason Horovitz inquadra la situazione: «Domenica sera, i populisti italiani si sono insabbiati e l’Unione europea ha reagito con sollievo temporaneo dopo che un’alleanza anti-establishment pronta a governare la quarta economia più grande del blocco è implosa all’ultimo minuto tra le preoccupazioni di voler spalancare la porta di servizio per uscire dall’Eurozona».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti