Auto, moto e mobilità: novità e scenari

ANALISI

I giusti incentivi possono rilanciare l’auto e il Pil

di Gian Primo Quagliano


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2' di lettura

Esiste una forte correlazione tra le vendite di autovetture e l’andamento dell’economia. Non occorre essere economisti per rendersene conto, né è necessario ricorrere a complicate elaborazioni econometriche per avere un’idea di quanto forte sia la correlazione. Analizzando la grande crisi che ancora attanaglia il nostro Paese (e che è stata invece già da tempo superata da tutte le altre economie avanzate) due dati comprensibili a tutti danno un’idea molto chiara della stretta correlazione che esiste tra Pil e immatricolazioni di autovetture.

Nel 2018 il Pil italiano ha recuperato soltanto il 50% del calo registrato rispetto al livello ante-crisi ed anche le immatricolazioni di autovetture hanno recuperato soltanto il 50% del calo sul livello ante-crisi L’impatto della dinamica del Pil sul mercato dell’auto è dunque evidente e quantificabile con dati alla portata di tutti. Se cresce il Pil crescono anche le immatricolazioni. Qualcuno dirà che abbiamo scoperto l’acqua calda ed è vero. Ma si può dire che l’aumento delle vendite di auto determina un aumento del Pil?

La questione non è così evidente. La recente storia economica del nostro Paese ci fornisce però una prova di grande interesse dell’impatto delle vendite di auto sul Pil. La prima grande campagna di rottamazione incentivata venne fatta nel 1997 e diede un eccellente contributo al rinnovamento del parco auto con benefici per l’ambiente e per la sicurezza della circolazione stradale, ma diede anche un grande contributo all’economia. Nel bollettino economico della Banca d’Italia del 30 febbraio 1998 si legge infatti che quella prima grande campagna di rottamazione diede un contributo «all’aumento del Pil che può essere stimato intorno a 0,4 punti percentuali».

E dunque, mentre si studia come fare per portare il Paese fuori dal pantano in cui è caduto tra il 2018 e il 2019, perché non si parte dall’automobile per rilanciare l’economia? Cioè perché non varare una nuova seria campagna di incentivi alla rottamazione? Tra l’altro l’esperienza del 1997, che può essere facilmente replicata con pochi aggiornamenti, ci insegna che l’intervento può essere fatto, non solo a costo zero, ma anzi con un maggior gettito per l’Erario derivante dall’Iva sulle auto vendute in più.

Si dirà che il Governo in carica ha gia varato una campagna per favorire l’acquisto di auto a basso impatto prevedendo anche la possibilità di incentivi più elevati se, comprando un veicolo ecologico, si rottama anche una vecchia auto. Questa campagna sta dando però ben pochi frutti. E le ragioni sono essenzialmente due.

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