la dichiarazione del g7 industria

I grandi della terra e le sfide 4.0: «Sforzi comuni su cybersecurity»

di Carmine Fotina

(ANSA)

2' di lettura

Il G7 Ict-Industria di Torino si conclude con una dichiarazione congiunta e tre allegati. Ma restano alcuni punti di distanza, soprattutto tra Usa ed Europa. Per questo alcuni passaggi del testo appaiono sfumati rispetto alle ambizioni iniziali di fissare cornici o linee guida molto precise e le conclusioni restano su principi molto generali.

Si del G7 ad approcci comuni di policy
Durante la conferenza stampa finale, il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha parlato di «approcci comuni di policy» in diverse aree che riguardano la trasformazione digitale della società e dell’economia. E di «progressi concreti» nel livello di cooperazione su argomenti come cybersecurity, proprietà intellettuale e standard internazionali. Sull’intelligenza artificiale è la prima volta che un G7 elabora un documento. «L’obiettivo dell’inclusione - ha detto Calenda - ha trovato risposta nella definizione di un set di approcci comuni per superare il digital divide delle Pmi e spingere l’ecosistema delle startup e i modelli di business innovativi».

Loading...

Collaborazione su standard tecnologici e cybersicurezza
L’apertura dei nuovi processi 4.0, altro tema del summit presente nel secondo allegato, si traduce in una forte condivisione in favore di un libero flusso delle informazioni e dei dati, anche per «promuovere collaborazioni internazionali sugli standard tecnologici» e per «incoraggiare un dialogo tra tutti gli stakeholder sull'intelligenza artificiale» tenendo alta la guarda sui benefici che l’automazione delle macchine dovrà comunque garantire in termini sociali. Infine il tema della sicurezza, quello presente nel terzo allegato alla dichiarazione congiunta. «Sono stati compiuti passi verso una cooperazione a livello di Computer security incident response teams», i gruppi governativi di emergenza di fronte alle crisi informatiche. Sulla proprietà intellettuale, per ora, arriva il messaggio che il suo rafforzamento è una priorità e un interesse comune per i Paesi.

Per Calenda primo «passo in avanti»
Alla fine, sintetizza il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, si è convenuto che «abbiamo fatto un passo avanti ma resta ancora molto da scrivere. La prima cosa da fare è monitorare questi fenomeni. Certo, con un grado di sensibilità diverso tra i vari Paesi. Ma tutti - avverte ancora il ministro - sappiamo che è importante fissare, diciamo con un tratto di matita per ora, dei principi fondamentali che rendano comprensibile e accettabile dalla società questo tipo di cambiamenti».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti