minoranze organizzate

I lavoratori di Google annunciano il sindacato e provano a cambiare la Silicon Valley

ll gruppo è affiliato al Communications Workers of America, un sindacato che rappresenta i lavoratori delle telecomunicazioni e dei media negli Stati Uniti e in Canada

di Biagio Simonetta

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ll gruppo è affiliato al Communications Workers of America, un sindacato che rappresenta i lavoratori delle telecomunicazioni e dei media negli Stati Uniti e in Canada


4' di lettura

«Siamo lavoratori di Alphabet. Ci stiamo organizzando da oltre un anno e siamo finalmente pronti a condividere il motivo. Questa mattina, annunciamo #AWU, il primo sindacato aperto a tutti i lavoratori di qualsiasi azienda Alphabet. Ogni lavoratore merita un sindacato, compresi i lavoratori tecnologici». Con queste poche parole, in un tweet che ha fatto immediatamente il giro del mondo, oltre 200 lavoratori di Google hanno annunciato la “Alphabet Workers Union”, prima organizzazione sindacale per il gigante californiano ma anche rarità per l'intera Silicon Valley.

Dopo anni di tensioni, di tentativi andati a vuoto, un gruppo coeso di dipendenti Google è riuscito a fondare un sindacato. Una operazione portata avanti in gran segreto nel corso dell'ultimo anno (Google, a novembre scorso, aveva licenziato quattro dipendenti che stavano lavorando a una organizzazione sindacale violando - secondo l'azienda - la privacy dei colleghi). ll gruppo è affiliato al Communications Workers of America, un sindacato che rappresenta i lavoratori delle telecomunicazioni e dei media negli Stati Uniti e in Canada. Ma a differenza di un sindacato tradizionale, che solitamente apre tavoli di trattative per parametri relativi ai contratti, l'Alphabet Workers Union è un sindacato di minoranza che rappresenta per ora una piccola frazione degli oltre 260mila dipendenti dell'azienda. E l'obiettivo è soprattutto quello di dare struttura e longevità all'attivismo all'interno di Google.

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Novità assoluta per una big company tecnologica

La creazione di un sindacato è una cosa molto insolita per l'industria tecnologica, che ha resistito a lungo agli sforzi dei lavoratori di unirsi sotto una sigla. Non è un caso che quello di Google sia il primo caso di sindacato in una big company tecnologica.

Fra i protagonisti della fondazione della “Alphabet Workers Union” c'è Chewy Shaw, un ingegnere di Google nella San Francisco Bay Area. Shaw ha spiegato al New York Times che il sindacato è uno strumento necessario affinché i lavoratori possano avere la loro forza, all'interno dell'azienda. «I nostri obiettivi - ha detto Shaw - vanno al di là delle solite questioni relative al posto di lavoro, come quelle salariali. I nostri problemi stanno diventando molto più ampi. È un momento in cui un sindacato è una risposta a questi problemi».

In risposta, Kara Silverstein, Director of People Operations di Google, ha dichiarato: «Abbiamo sempre lavorato duramente per creare un ambiente di lavoro favorevole e gratificante per la nostra forza lavoro. Naturalmente, i nostri dipendenti hanno tutelato i diritti del lavoro che sosteniamo. Ma come abbiamo sempre fatto, continueremo a impegnarci direttamente con tutti i nostri dipendenti».

Quote sindacali pari all’1% del compenso

L'Alphabet Workers Union, offre protezione e risorse ai lavoratori che vi aderiscono. Coloro che scelgono di diventare membri contribuiranno all'1% del loro compenso totale al sindacato per finanziare i suoi sforzi.

Sebbene non sarà in grado di negoziare un contratto, l'Alphabet Workers Union può utilizzare altre tattiche per fare pressione su Google affinché modifichi le sue politiche, hanno spiegato alcuni esperti del lavoro al New York Times. I sindacati delle minoranze spesso puntano su campagne di pressione pubblica e fanno leva sugli organi legislativi o normativi per influenzare le scelte dei datori di lavoro. «Useremo tutti gli strumenti che possiamo per usare la nostra azione collettiva per proteggere le persone che riteniamo siano state discriminate o contro cui si sono vendute rappresaglie», ha detto Shaw.

Attivismo e nuove sensibilità dei dipendenti

Il nuovo sindacato è il segno più eloquente di quanto l'attivismo dei dipendenti abbia investito la Silicon Valley negli ultimi anni. Mentre in passato difficilmente alcune tematiche lambivano alcune categorie di lavoratori (come gli ingegneri del software), negli ultimi anni, i dipendenti di aziende come Amazon, Salesforce, Pinterest sono diventati molto più sensibili su questioni come la diversità, la discriminazione retributiva e le molestie sessuali.

All'interno di Google, però, il fuoco ha arso in modo più potente rispetto a qualsiasi altro posto. I dipendenti da Big G hanno spesso scalciato nei confronti dell'azienda. Rimane celebre la protesta contro il progetto Maven, che prevedeva l'utilizzo dell'IA di Google per migliorare gli attacchi mirati dei droni. Un progetto che ha suscitato proteste tra i dipendenti (protestarono in 20mila) che consideravano il lavoro non etico, tanto da spingere l'azienda - nel 2018 - a non rinnovare il contratto con il Pentagono. Ma fece molto discutere anche la protesta di 20mila lavoratori contro l'ex dirigente Andy Rubin, che ha ottenuto una sorta di buonuscita da 90 milioni di dollari dopo essere stato accusato di molestie sessuali. Oppure le recentissima proteste dopo il licenziamento di Timnit Gebru, la scienziata cacciata da Google dopo aver denunciato il razzismo dei suoi algoritmi nei confronti di afroamericani, donne e minoranze.

La “Alphabet Workers Union” è appena nata, e non è facile prevedere quale sarà il sul corso. Ma è sicuro un grande risultato, in una Silicon Valley poco incline alle forme sindacali. Solo poche piccole unità sindacali, in passato, hanno avuto successo nel mondo del tech. I lavoratori del sito di crowdfunding Kickstarter e della piattaforma di sviluppo di app Glitch hanno intrapreso campagne sindacali l'anno scorso e un piccolo gruppo di appaltatori in un ufficio di Google a Pittsburgh si è sindacalizzato nel 2019. Migliaia di dipendenti in un magazzino Amazon in Alabama sono anche pronti a votare un'unione nei prossimi mesi. Di certo, quella di Google potrebbe essere una grande miccia.

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