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Europa e Cina siglano l’accordo di principio sugli investimenti

Il presidente Xi Jinping e i vertici Ue, in testa la presidente von der Leyen, presenti Merkel e Macron, hanno siglato patto da 650 miliardi di euro

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Da Pechino, a ora di cena, il presidente cinese Xi Jinping si è collegato con i leader dell’Unione europea - in testa la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, presenti anche la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron - per quali, invece, è ora di pranzo, per la firma dello storico accordo preliminare per gli investimenti reciproci in cantiere dal novembre del 2013. C’è accordo sull’ossatura del patto, si dovrà lavorare sui dettagli e sull’implementazione che richiederanno almeno un anno di tempo.

In altri termini, il D-day per la chiusura dell'intesa che prelude ai negoziati per un accordo di libero scambio si è compiuto come da programma, in tempo utile sulla fine del semestre della presidenza tedesca della Ue, dei 45 anni dalle relazioni diplomatiche Cina-Ue e a tre settimane di tempo dall’insediamento della nuova amministrazione americana, dal momento che il presidente eletto, Joe Biden, assumerà i suoi pieni poteri il 20 gennaio.

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La cancelliera tedesca Angela Merkel si è unita alla chiamata insieme a Charles Michel e Ursula von der Leyen, i presidenti del Consiglio europeo e della Commissione, presente anche il presidente francese Emmanuel Macron.

Innegabile il ruolo propulsivo della Germania, presidente di turno della Ue nel secondo semestre del 2020, ma soprattutto primo partner della Cina tra i Paesi europei.

Per il presidente cinese Xi Jinping l’intesa è la premessa per un ambiente migliore per il business bilaterale, stimolerà la ripresa economica promuoverà la ripresa e il libero commercio facilitando l’uscita dalla pandemìa. Per la presidente della commissione Ursula von der Leyen che ha twittato il suo pensiero, l’Europa è il più grande mercato al mondo che si apre a condizioni d ireciprocità, concorrenza leale e opportunità più equilibrate.

Tra i due blocchi, incontro a metà strada

Nel 2019 secondo Eurostat la Ue ha esportato beni per 198 miliardi (242miliardi di dollari ) in Cina e importato beni per 362 miliardi di euro, con un commercio bilaterale pari a 560 miliardi di euro.

La Cina continua ad essere la seconda meta di investimenti europei dopo gli Usa, inclusi 1,6 miliardi di dollari annunciati da aziende europee in Cina nell’ultimo trimestre del 2020.

L’accordo sugli investimenti rimuove le barriere agli investimenti stranieri per alcune industrie della Ue, come le auto elettriche, i servizi di cloud computing, i servizi finanziari e la salute. Sarà anche il primo accordo a rispettare gli obblighi per il comportamento delle imprese di proprietà statale e le regole di trasparenza per i sussidi.

La Cina ha anche accettato di “compiere sforzi continui e sostenuti” per portare avanti la ratifica delle Convenzioni fondamentali Oil sul lavoro forzato.

La Ue aveva chiesto parità di condizioni nel settore immobiliare, manifatturiero, edile e dei servizi finanziari e nei trasferimenti forzati di tecnologia da aziende europee con aziende in Cina. Per la Cina l’accordo prevede possibilità di investimento nelle energie rinnovabili su base di reciprocità.


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