LEADER DELLA CRESCITA 2019

I leader? Ossessionati dal cliente

di Alfredo Grasselli

Fra i brand italiani celebri per la creatività e la qualità estrema spicca Ferrari (nelle foto l’impianto di Maranello). Il fondatore, Enzo Ferrari, sosteneva che l’Italia «non ha petrolio e miniere ma può primeggiare nel mondo con la fantasia»

2' di lettura

Che “italiano” sia sinonimo di qualità è universalmente riconosciuto. Una fama costruita, nel corso dello scorso secolo, da imprese italiane che hanno fatto del loro prodotto sinonimo di qualità nei materiali, nei processi di produzione e nel design, specialmente in riferimento ad alcuni settori come moda, alimentare e arredo. Questa “qualità assoluta”, che ha reso famosa l’Italia nel mondo nasce dalla creatività e dalla passione, o meglio ossessione, per il prodotto. Come diceva Enzo Ferrari: «non abbiamo petrolio e miniere ma possiamo primeggiare nel mondo con la fantasia». È grazie a questa italica fantasia - che è un mix di spirito d’imprenditorialità, individualismo, curiosità e genialità - che ogni anno nascono nuove imprese, capaci di presidiare spazi di bisogni insoddisfatti.

La classifica «Leader della crescita» stilata da Il Sole-24Ore e Statista dimostra come vi siano 350 aziende italiane capaci di crescere a un tasso medio del 35% nel periodo 2014/2017. Un tasso di crescita annuo superiore al tasso di crescita di Amazon, nello stesso periodo. La differenza è che Amazon cresce su scala mondiale con un fatturato diretto superiore ai 110 miliardi di euro, mentre la dimensione media delle aziende analizzate è di 12 milioni di euro. Il paragone è una provocazione: ma non dobbiamo dimenticare che anche Amazon è partita da un’intuizione e da un business relativamente piccolo.

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Oggi le aziende italiane raggiungono dimensioni medio-grandi, ma con una complessità in termini di portafoglio prodotto e di presidio dei mercati più simile a quella di grandi aziende di altri paesi, senza beneficiare dell’effetto di scala. Per superare questo gap occorre che alla qualità di prodotto, ambito in cui per definizione eccelliamo, sia necessario affiancare altri elementi distintivi. Oltre all’ossessione per il prodotto, l'imprenditoria italiana dovrebbe sviluppare l’ossessione per il consumatore: non è sufficiente fare un bel prodotto, occorre saperlo vendere (sui diversi canali: off-line ed on-line), saper comunicare (anche ai millenials), saperlo proteggere a livello di brevetti (difendersi dalla contraffazione).

Esistono casi di aziende italiane capaci di partire da un’eccellenza di prodotto per poi sviluppare un’azienda globale, che stanno a testimoniare un possibile percorso virtuoso. La Ferrero, per esempio, è nata come una pasticceria sul finire degli anni 40. L’imprenditore aveva una genuina ossessione per la qualità del prodotto. Tuttavia era ben conscio che per far crescere l’azienda la qualità del prodotto non era sufficiente e doveva eccellere anche in altri ambiti quali la conoscenza del consumatore (tra i primi a sviluppare ricerche sul consumatore), la comunicazione, il presidio commerciale del territorio ed una cultura aziendale di grande cura dei dettagli. Così è nato un gruppo internazionale di oltre 10 miliardi di euro.

L’ambizione è vedere fra i leader della crescita di oggi aziende in grado di partire dalla qualità del prodotto e aggiungere ossessione per il consumatore e vocazione internazionale. Per creare i leader dei mercati globali di domani.

L’autore è Partner di Bain & Company Italy

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