Gabriele D’Annunzio

I levrieri del Vate

Storia di una passione che ebbe gran parte nella vita del poeta

di Antonio Criscione

2' di lettura

“Tutta la mia vita è intrecciata con la vita dei miei levrieri”. Una dichiarazione di D'Annunzio riportata da un giornalista dell'inglese Daily Mailnel febbraio del 1914. Certo in una biografia di D'Annunzio normalmente l'amore per i suoi levrieri occupa poco spazio, ma in effetti si tratta di una passione che ha occupato molto la vita del poeta.

“I lunghi musi di Gabriele D'Annunzio” (di Sonia Ragno e Angelo Anselmi, per i tipi di M-House, Milano, 38 euro) è un libro che si occupa di delineare un aspetto della vita del Vate che sicuramente per molti può risultare quasi inedita, attraverso un lavoro certosino, per un risultato sorprendente. E per alcuni versi restituendo una figura del poeta molto umana, come nelle lettere in cui spiega come si è fatto carico di rinnovare la fasciatura a una sua greyhound ferita.

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La lunga convivenza di D’Annunzio con i suoi cani

Il libro è un'imponente raccolta di documenti che attestano questa lunga convivenza di D'Annunzio con i suoi cani.Un articolo de La Tribuna del 2 dicembre 2013, dove si dà conto di una prestazione di successo di due greyhound del poeta. L'articolo conclude: “D'Annunzio appariva soddisfatto, allegro, spensierato. Egli aveva veramente l'aria contenta di un uomo felice. Non accade tutti i giorni che dei cani procurino un fugace momento di gioia ad un autore drammatico!”.

Coursing

Il tipo di corse a cui partecipavano i greyhound in questione era un coursing. Un tipo di gare che si svolge ancora adesso, sotto il patrocinio della Federazione cinologica internazionale”, anche in Italia, solo che mentre le cronache di allora parlavano dell'eccitazione di aristocratici e signore dell'alta società a vedere i cani lanciati ad inseguire una lepre, attualmente i cani inseguono uno zimbello che una volta in movimento viene inseguito dai levrieri che sono cacciatori a vista. D'Annunzio seguiva i suoi cani in giro per l'Europa per seguirne le vicende sportive. Dunque ben più che un semplice piacere di avere intorno le figure eleganti dei levrieri.Da ricordare che in Italia sono vietate scommesse sui cani oltre che la caccia ad animali vivi con i levrieri.

Lo stesso D'Annunzio che non si fa scrupoli a portare in tribunale un contadino che gli aveva ucciso un greyhound e che vedeva il cane solo per il suo aspetto di “inveterato sterminatore di polli” (come dice un articolo del The San Francisco Examiner del 7 ottobre 1906 (e questo dà l'idea della risonanza del processo). L'articolo riporta che il poeta “con la voce spezzata dal pianto, ha detto alla corte che il giorno in cui il grey è stato assassinato rimarrà nel suo cuore come Calais nel cuore della Regina Maria”. Nonostante gli avvocati schierati da D'Annunzio e la figura della parte offesa, i giudici dovettero capire pure le ragioni del contadino e dei suoi polli, visto che il poveretto, come commenta l'avvocato Alessia Pontenani, riportò una condanna tutto sommato lieve.

“I lunghi musi di Gabriele D’Annunzio”
di Sonia Ragno e Angelo Anselmi
per i tipi di M-House, Milano, 38 euro


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