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I liberi professionisti e le bollette al tempo dell'efficienza energetica

Tornano a crescere le Partite IVA, mezzo milione di nuove aperture nel 2021. Un universo complesso che ora deve affrontare il nodo dei fabbisogni energetici

3' di lettura

Giovani, freelance, residenti perlopiù al Nord: la fotografia delle nuove partite Iva, quelle aperte nel 2021, registra un incremento del 18,2% rispetto all'anno precedente. Delle 549.500 nuove iscrizioni il 67,2% è stato aperto da persone fisiche, il 21,6% da società di capitali e solo il 3,3% da società di persone (fonte Osservatorio sulle partite Iva del Mef). Da segnalare, dentro un aumento generalizzato, il notevolissimo incremento di quelle avviate da soggetti non residenti (+185,6%), connesso alla crescita del settore delle vendite on-line. Infatti è il commercio a guidare la ripresa (il 22,8% del totale), seguito dalle attività professionali (17,3%) e dall'edilizia (10,6%). Solo la sanità mostra una leggera e fisiologica flessione: -3,6% di avviamenti, dopo il boom del 2020.
Il 47% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21% al Centro e il 31,2% al Sud e nelle Isole.

Per quanto riguarda le persone fisiche, i lavoratori autonomi, la ripartizione per genere è stabile, con il 62,2% partite IVA di sesso maschile. Il 48,4% delle nuove partite IVA è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 30,7% da soggetti nella classe 36-50 anni e circa il 18% degli avvianti è nato all'estero. 239.203 di questi soggetti hanno aderito al regime forfetario, +11% sul 2020, il 43,5% del totale delle nuove partite Iva.
Prima della pandemia, a febbraio del 2020 lo stock complessivo delle partite IVA ammontava a 5.194.000, a dicembre 2021 (ultimo dato disponibile) era sceso a 4.873.000 (-6,2%, fonte CGIA). L'Italia, tuttavia, resta il Paese con la percentuale maggiore di lavoro autonomo, oltre il 21% rispetto a una media europea che supera il 14%. Ed è tra i tra i giovani la maggiore incidenza di lavoro autonomo sul totale degli occupati (prima dell'Italia solo la Grecia, dati Eurostat).

Quando si immagina una giornata nella vita di un lavoratore autonomo vengono in mente immagini di persone che, in scenari confortevoli o suggestivi, digitano felicemente su un portatile o riempiono un taccuino di schizzi con nuovi entusiasmanti progetti. In realtà c’è molto di più: i titolari di partita IVA trascorrono gran parte del tempo cercando di gestire ed espandere la propria piccola impresa o a dimenarsi nelle maglie della burocrazia. L'Italia è al 136° posto nella classifica mondiale del grado di complessità amministrativa che grava sulle imprese e, negli ultimi 10 anni, ha perso altre 6 posizioni. Una complessità che, nel caso delle microimprese, aumenta la mole del lavoro non fatturabile.

La maggior parte delle persone che hanno una partita IVA, dunque, vive con una bella nuvoletta di pensieri sulla testa. Oltre al tempo e al portafoglio clienti, i liberi professionisti devono imparare a gestire la propria energia. Anche nel senso letterale: le utenze di luce e acqua rappresentano una grossa fetta delle spese mensili. E dalla più recente delle crisi, quella energetica, sta scaturendo una forte spinta alla diffusione della cultura dell'efficienza energetica che sta agendo sulle abitudini di lavoro richiedendo di stabilire utilizzi e bisogni, comprendere le variazioni nel consumo, semplificare il più possibile indicatori e rapporti.
In questo scenario si inseriscono infatti le direttive del governo per fare fronte alla crisi energetica: massimo 17 gradi, con due gradi di tolleranza, per le imprese, e riscaldamento attivo circa 15 giorni in meno. Le temperature di ottobre hanno aiutato, certo, ma tenere conto anche degli sbalzi del termometro è una preoccupazione che molte partite Iva eviterebbero volentieri. Accanto a questo, il costo sempre crescente delle materie prime – avviato già nell'autunno del 2021 – ha reso praticamente impossibile una pianificazione a lungo termine, indispensabile per qualsiasi impresa.

Idealmente, le Pmi e i liberi professionisti vorrebbero avere energia più conveniente, sicura e possibilmente green, prodotta da fonti rinnovabili. Trasparenza e fiducia diventano, in questo contesto, due qualità di una certa importanza.
Una recentissima indagine condotta da SWG per conto di NeN Energia, fornitore di luce e gas, rivela, ad esempio, che il 96% di un campione di lavoratori autonomi e di piccole imprese, ritiene l'offerta NeN interessante: questo fornitore propone infatti di sostituire la bolletta con una rata fissa, ricalcolata ogni 12 mesi sui consumi dell'anno precedente. La rata comprende tutte le voci di costo, quindi non ci sono soprese o asterischi nel contratto. Si fa tutto online e senza call center, niente carta o perdite di tempo. E si può pianificare con più dati, sapendo verso quali direzioni portare la propria attività.
(Indagine SWG condotta su un campione di 1043 aziende italiane con 1-49 addetti)

Per maggiori informazioni
https://nen.it/partite-iva/homepage

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