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I liquori di Paesano puntano su filiera corta e ingredienti genuini

La frutta siciliana è l'icona di un progetto che investe su prodotti «clean label» creati con ingredienti freschi e selezionati e destinati soprattutto al mercato estrero

di Gianni Rusconi

Un liquore di Paesano

3' di lettura

Il nome che si è data questa startup nata circa cinque anni fa a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, e costituita con capitali privati dei due soci fondatori, è di per sé evocativo e rimanda alle tradizioni, alle arti e alle eccellenze del territorio. Ed è per l’appunto la produzione interamente artigianale di liquori e amari, in stretta collaborazione con numerose realtà locali siciliane, la risposta che Paesano vuole dare a quella sempre più ampia fetta di consumatori in cerca di cibi o bevande “clean label”, realizzati cioè con ingredienti conosciuti e a basso indice di manipolazione delle materie prime.

La frutta siciliana è dunque l'icona di un progetto che punta a ridare importanza a liquori creati con ingredienti freschi e selezionati, fornendo una soluzione alternativa a una delle tendenze consolidate del mondo beverage, e cioè l'utilizzo su larga scala di coloranti, additivi di vario genere e aromi artificiali.

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La storia di Paesano si specchia nella passione dei suoi fondatori e nell'intuizione di fare della genuinità del prodotto locale un marchio di esportazione. Svizzera (sul lago di Zurigo avvenne il battesimo di uno speciale spritz a base di amaro al melograno), Germania, Spagna, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Principato di Monaco, Polonia e Lettonia sono infatti i mercati dove la startup opera e che contribuiscono in modo sostanziale allo sviluppo di un giro d'affari che conta di arrivare a 350mila euro nel 2023.

Il modello operativo è semplice: tutto il processo di lavorazione è gestito dai produttori partner e da mastri distillatori locali, a cui Paesano commissiona le quantità e le varietà di frutti e agrumi caratteristici dell'isola (pistacchio, melograno, fico d'india, carciofo e limone) da trasformare in prodotti finito in confezioni da 4 o 6 bottiglie. In carico alla società sono invece le attività di procurement di materiali come vetro, etichette, packaging e imballi, la logistica, il marketing e la vendita sui canali consumer e B2B (ristoranti e catene di hotel fra cui spiccano i nomi di Marriot e Belmond).

«Abbiamo superato la soglia delle 13mila bottiglie spedite nel corso dell'ultimo anno e contiamo di superare le 25mila per il prossimo, con un peso dell'export nell'ordine del 45%», dice al Sole 24 Ore l'amministratore unico di Paesano, Giuseppe Cinquerrui, confermando come il Paese più attivo all'estero sia Lussemburgo, seguito da Svizzera e Paesi Bassi, e come in Italia le Regioni più servite siano Sicilia e Lombardia.

Se l'e-commerce oggi rappresenta circa il 4% del venduto totale «e garantisce – come precisa Cinquerrui - margini di profitto nettamente più alti rispetto ai clienti business», la vera scommessa di Paesano è l'ulteriore espansione della propria attività fuori dai confini nazionali, nel resto d'Europa da subito (Regno Unito, Francia, Grecia, Portogallo e Lituania gli obiettivi dei prossimi mesi) e prossimamente verso gli Stati Uniti.

«Per sostenere il piano di crescita puntiamo all'equity crowdfunding, dando la possibilità a nuovi investitori di essere parte di questa crescita costante mentre la finanza agevolata ci ha già aiutato a partecipare ad eventi internazionali come Alimentaria a Barcellona, che ci ha aperto le porte di alcune nazioni europee e fatto entrare in contatto operatori americani e asiatic».
Nel piano è prevista una raccolta di capitali (compresi bandi regionali e finanziamenti pubblici a fondo perduto) per complessivi 250mila euro, cifra che servirà ad internalizzare al produzione di bevande e distillati in Sicilia e ad ampliare il progetto di Paesano alla sfera turistica e a quello del turismo esperienziale in modo particolare. Come? Portando i viaggiatori a contatto con la tipicità del luogo e con le persone che producono queste tipicità e ospitandoli in un rudere ristrutturato che funzionerà anche da distilleria artigianale.

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