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I luoghi narrati attraverso gli odori: a Bologna lo Smell Festival celebra l'olfatto

di Natascia Ronchetti - Bologna


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2' di lettura

Aristotele lo dileggiava, Kant avrebbe voluto farne a meno. Lo scrittore francese Marcel Proust lo aveva eletto invece al rango di senso capace più di ogni altro di rendere vivida la memoria maggiormente recondita, quella legata alla nostra infanzia. Molto bistrattato o molto amato il senso dell'olfatto ha sempre diviso per secoli i grandi pensatori e intellettuali dell'Occidente, tracciando spartiacque tra chi lo considerava mediocre, se paragonato a vista o udito, e tra chi lo omaggiava.

Ora non più. L'olfatto, collegato alla sfera limbica del cervello deputata alle emozioni, è in piena riscoperta e si sta liberando anche dell'ultimo pregiudizio, quello che per lungo tempo lo ha inchiodato esclusivamente al ruolo di variabile fondamentale nei rituali della seduzione. Non più solamente appannaggio di maestri profumieri. Ma anche materia di studio, innovazione e ricerca.

Proprio come dimostra Smell, il festival internazionale dell'olfatto che a Bologna dal 23 al 26 maggio, a Palazzo Isolani, richiamerà filosofi e artisti delle fragranze, attori e scienziati. Tutti portatori di nuovi punti di vista – e scoperte – sul ruolo degli odori nella nostra vita quotidiana, sulla capacità che hanno di plasmare le nostre emozioni.

“Atmosfere” è il tema di questa decima edizione, che sarà aperta dal filosofo Tonino Griffero, docente di Estetica all'Università di Roma Tor Vergata. La capacità dei luoghi di generare sentimenti grazie a qualità impalpabili e non facilmente misurabili – e tra questi gli odori e la nostra abilità nell'annusarli – è il fil rouge di un festival che ospiterà anche antiche case di profumo come la francese Molinard, di Grasse, 170 anni di storia tra alambicchi ed effluvi.

«L'idea è quella di mettere in rilievo ciò che ci influenza nel giudicare un luogo – dice Francesca Faruolo, organizzatrice del festival -, approfondendo il concetto di atmosfera come costrutto sentimentale a cui contribuisce il senso dell'olfatto, fortemente connesso alle emozioni».

    Una riscoperta della prima “antenna” che si forma nel feto, la più arcaica e ancestrale, per imparare ad “andare a naso”, a discriminare gli odori, per riappropriarsi di un senso potente per troppo tempo ampiamente sottovalutato dalla cultura occidentale. Al festival si parlerà di cibo e di aromi e di come questi ultimi siano importanti non solo per il piacere e l'aspetto nutrizionale ma anche per i nostri vincoli affettivi con gli spazi vissuti.

    Tra i protagonisti Maurizio Benzo, direttore tecnico di Osmotech (Pavia), unica azienda italiana accreditata per il campionamento e l'analisi degli odori ambientali. Benzo spiegherà come, adeguatamente formati, si può diventare provetti “annusatori”. E come, sulla base delle rilevazioni, è possibile intervenire per migliorare la percezione dei luoghi.

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