innovazione

I menu dei ristoranti diventano su misura grazie alle app

Intolleranti, celiaci, vegani o amanti di alcuni ingredienti specifici possono selezionare tra le proposte in base ai propri gusti e le proprie necessità

di Maria Teresa Manuelli


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(Rawpixel.com - stock.adobe.com)

2' di lettura

Siamo dentro alla più grande rivoluzione tecnologica di sempre, e gli effetti stanno impattando anche i ristoranti: self-ordering, chiamate del personale di sala tramite tastiere elettroniche, applicazioni per gestire prenotazioni, turni del personale, fatture, pagamenti autonomi al tavolo, nastri trasportatori per portare il cibo ecc.

La rivoluzione però non sta interessando solo la cucina e la sala, ma sempre più anche il modo di scegliere e usufruire dei ristoranti. Spesso proponendo soluzioni tailor made, intercettando la tendenza alla personalizzazione e individualità che attraversa tutti gli ambiti del nostro quotidiano.

Per trovare il proprio ristorante preferito esisto già diverse piattaforme, come TheFork o altre, ma su queste di solito la ripartizione è per generi, per tipo di cucina – pizza, sushi, tradizionale… – non tanto specifica da scendere nei dettagli del piatto.

A risolvere questo problema è arrivata da poco sul mercato italiano uno strumento per chi vuole soddisfare le proprie preferenze o rispettare il proprio stile alimentare (intolleranti, celiaci, vegani e crudisti) anche quando si mangia fuori casa. È l'app MyCia che permette di trovare i piatti più adatti, fifiltrando e ordinando locali e menù in base ai gusti personali espressi in fase di registrazione. Sull'app si trovano, infatti, i menù di centinaia di ristoranti di Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Torino.

«Abbiamo creato MyCia come strumento facilitatore che entri a far parte della nostra vita quotidiana come un compagno fedele o una tech concierge - spiega il founder Pietro Ruffoni - e oggi, se voglio mangiare una pasta cacio e pepe a Venezia, con MyCIA posso realizzare il mio desiderio con tre tap sul cellulare».

Ruffoni è il ceo di HealthyFood, che a fine giugno ha lanciato la Carta d’Identità Alimentare, il primo documento digitale e gratuito che registra le preferenze e lo stile alimentare di chi lo compila. Dalla Carta d'Identità all’app il passo è stato breve. «Siamo diventati giustamente più esigenti – prosegue Ruffoni – e non soltanto quando si tratta di specifiche esigenze alimentari imposte da necessità cogenti come l’intolleranza al glutine, ma anche quando siamo pazzi di un piatto e vogliamo mangiarlo perché magari a casa è troppo impegnativo da preparare o perché lo vogliamo condividere con gli amici».

Chi vuole mangiare solo veg, invece, può scaricare HappyCow , una app (a pagamento per Ios e Android) che offre una mappatura precisa dei locali vegani, vegeratariani, gluten free e con prodotti solo vegetali. Nell’elenco ci sono almeno 100mila possibili indirizzi in 195 Paesi tra cui selezionare in base a ciò che si vuole mangiare e a dove ci si trova.

Per scegliere al ristorante il piatto giusto dal menu, a maggio è stata invece presentata Google Lens, una nuova funzionalità dell'app Lens, legata al cibo. Puntando la fotocamera del telefono nel menu del ristorante, si potrà visualizzare le recensioni degli utenti e le fotografie dei piatti fatte dai clienti.
Il servizio fornito è stato progettato per mostrare all’utente informazioni dettagliate partendo dall’analisi visiva di ciò che viene inquadrato con la fotocamera dello smartphone o che è presente all'interno di foto già fatte precedentemente. Attiva dalla metà di giugno per i menù in inglese, sarà estesa alle altre lingue nei mesi successivi.

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