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I migliori film horror americani degli ultimi dieci anni

di Andrea Chimento


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3' di lettura

Durante l'estate, ormai da parecchio tempo, le sale di tutto il mondo propongono horror americani, molto spesso di qualità piuttosto scarsa.
Diversi appassionati del genere si lamentano (di solito a ragione) degli horror a stelle e strisce, che giudicano insufficienti, e si sono rivolti ad altre cinematografie che hanno creato curiosi prodotti dello stesso filone: dal cinema francese a quello giapponese, giusto per citare due nazioni particolarmente attive negli ultimi decenni, sono diversi gli esempi interessanti del genere in questione.

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Va detto, però, che anche all'interno della produzione statunitense contemporanea (tenendo conto degli ultimi dieci anni di storia del cinema), si possono trovare horror importanti e originali.
L'opera più significativa in questo senso è probabilmente «Solo gli amanti sopravvivono» di Jim Jarmusch, regista che ha sempre rivisitato i generi classici con il suo tocco unico e personale. Al centro ci sono due vampiri, magnificamente interpretati da Tom Hiddleston e Tilda Swinton, molto diversi dalla classica iconografia che li riguarda: sono due figure depresse, malinconiche e insofferenti al fatto di doversi nascondere in un mondo (quello degli esseri umani) che ha perso ogni interesse per la vera bellezza. Un film geniale, girato con una raffinatezza rarissima e accompagnato da una colonna sonora di enorme fascino.
Sempre per quanto riguarda l'universo dei vampiri e l'originalità non si può dimenticare «A Girl Walks Home Alone at Night» di Ana Lily Amirpour, autrice nata in Inghilterra da genitori iraniani e naturalizzata americana. Lei stessa ha descritto il suo film il “primo spaghetti western vampiresco iraniano”, di produzione americana, ma capace di dare vita a una profonda metafora sulla condizione della donna in Iran: è un horror-noir esistenzialista, che gioca anche con l'ironia.
Ironia che utilizza spesso anche Jordan Peele, nome nuovo del cinema a stelle e strisce e già diventato una sorta di nume tutelare in patria dopo aver diretto soltanto due film, «Scappa – Get Out» e «Noi». In mezzo a una cornice con risvolti horror, Peele ha dato vita a due film politici, inerenti al tema del razzismo (il primo) e delle differenze sociali (il secondo).
Un altro lungometraggio horror dai potentissimi risvolti sociologici è «It Follows» di David Robert Mitchell, in cui il Male è rappresentato da una sorta di malattia che si trasmette attraverso i rapporti sessuali: è un film profondo, sul tema del contagio e non solo, ricco di sfaccettature non banali.
Un'importante allegoria satirica della contemporaneità è anche «Quella casa nel bosco» di Drew Goddard, dove i giovani protagonisti che finiscono in questa “casa” si ritrovano al centro di una sorta di talent show a tinte horror.
Tra i nomi principali dell'horror contemporaneo non si può dimenticare Rob Zombie, che nell'ultimo decennio ha firmato un'opera controversa e affascinante come «Le streghe di Salem», vero e proprio film della sua maturità stilistica, ricco di omaggi al cinema del passato e di trovate originali e innovative.
Sempre sul tema della stregoneria, impossibile non citare il potentissimo «The Witch» di Robert Eggers, opera prima tra le più interessanti degli ultimi anni. Eggers gioca con la paura archetipica della foresta e della strega per dare vita a un racconto terrificante e coinvolgente, ricco di colpi di scena e girato con un'eleganza formale rarissima.
Ai canoni del passato si rifà anche James Wan con «L'evocazione – The Conjuring», film che ha dato il via a un franchise di grande successo.
Infine, anche se il regista è italiano, una menzione per l'ottimo «Suspiria» di Luca Guadagnino, co-produzione italo-americana, ispirata all'omonimo cult firmato da Dario Argento. Non si tratta però di un semplice remake, ma di un'opera diversa, con nuovi risvolti politici e sentimentali, montata con grande cura, visivamente folgorante e accompagnata da suggestive partiture musicali composte da Thom Yorke, il leader dei Radiohead.

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