giornata della memoria

I migliori film sull’Olocausto del nuovo millennio

Una panoramica su alcune delle pellicole contemporanee che hanno trattato al meglio un argomento tanto delicato

di Andrea Chimento


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4' di lettura

L'Olocausto è da sempre uno dei temi più delicati e difficili da trattare, tanto sulla pagina scritta quanto sul grande schermo.
Nella storia del cinema sono tantissimi gli esempi di pellicole che hanno parlato, in maniera molto diversa, della Shoah e di tutte le conseguenze che ha generato.

In pochi, però, sono stati capaci di approcciare l'argomento con la giusta sensibilità: tra i migliori, ci sono sicuramente «Notte e nebbia» di Alain Resnais, «Shoah» di Claude Lanzmann, «Arrivederci ragazzi» di Louis Malle e «Schindler's List» di Steven Spielberg.
Diamo però una scorsa ai film più interessanti del nuovo millennio dedicati a questa tematica.

L’Olocausto sul grande schermo

L’Olocausto sul grande schermo

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Il figlio di Saul (2015) di László Nemes - Saul, prigioniero ungherese ad Auschwitz nel 1944, per sopravvivere è costretto ad aiutare i nazisti nei loro intenti di sterminio. Il regista ungherese, in questo sorprendente esordio, racconta la drammatica esistenza del suo protagonista con uno stile personale e una messinscena notevole, senza mai staccare la cinepresa dal volto del protagonista. Un'opera struggente e imperdibile, tra le testimonianze più potenti e dolorose del nuovo millennio.

Il pianista (2002) di Roman Polanski - Tratto dal romanzo omonimo e autobiografico di Władysław Szpilman, il film è incentrato sulla vita di un pianista ebreo, dallo scoppio della Seconda guerra mondiale fino alla liberazione di Varsavia da parte dell'Armata Rossa. «Il pianista», considerato da Polanski il film che ama di più tra tutti quelli che ha girato, è un'opera toccante che, senza lasciare spazio al facile sentimentalismo, trasmette una grande forza emotiva. Palma d'Oro al Festival di Cannes e vincitore di tre Oscar: regia, attore protagonista (Adrien Brody) e sceneggiatura non originale.

Bastardi senza gloria (2009) di Quentin Tarantino - Il grande regista americano riscrive la Storia facendo bruciare Hitler e i suoi amici nazisti all'interno di una sala cinematografica. È una delle sequenze più ricordate e potenti del nuovo millennio, fiore all'occhiello di un film che viaggia ad alto ritmo, capace allo stesso tempo di far divertire e far riflettere.

Amen (2002) di Costa-Gavras - Il regista greco rievoca gli orrori del nazismo indagando sulle responsabilità ecclesiastiche. Un tema scomodo e affrontato di rado, condotto con essenzialità, per un film che, pur con alcuni alti e bassi, non può lasciare indifferenti.

Ida (2015) di Pawel Pawlikowski - Nella Polonia del 1962, una giovane novizia prossima a prendere i voti, scopre di avere un passato completamente diverso da quello che credeva: è infatti una ragazza ebrea, i cui genitori sono morti nella Seconda guerra mondiale. Il film è un viaggio interiore nella memoria, di grande delicatezza e valorizzato da un magnifico bianco e nero di rara eleganza.

Austerlitz (2016) di Sergei Loznitsa - Ambientato nel presente, il film riprende con una telecamera ad altezza uomo i numerosi turisti che ogni giorno si recano al campo di concentramento di Sachsenhausen, a Orianenburg: il documentario mostra le attività proposte ai visitatori e gli atteggiamenti di questi ultimi durante le visite guidate. È un'opera quasi sperimentale quella di Loznitsa, che, senza bisogno di parole, struttura un film sulla documentazione e sulla memoria capace di provocare e di far riflettere.

Secret Lives: Hidden Children and Their Rescuers During WWII (2002) di Aviva Slesin - Documentario classico dedicato ai bambini “nascosti” da famiglie non ebree che, durante la Seconda guerra mondiale, hanno rischiato la propria vita per sottrarli alla persecuzione dei nazisti. La regista, che ha vissuto in prima persona l'esperienza di bambina nascosta, dedica ampio spazio alle riflessioni, molto eterogenee, dei sopravvissuti a questo tragico evento della loro vita.

The Reader (2008) di Stephen Daldry - Germania (1958). La trentaseienne Hanna incontra il quindicenne Michael e tra i due inizia una curiosa relazione fatta di incontri sessuali e libri che la donna chiede al ragazzo di leggere ad alta voce. Qualche anno dopo, i due si ritrovano in un'aula di tribunale dove Michael sta facendo apprendistato legale e Hanna è imputata per crimini di guerra, avendo militato nelle SS. Un'opera imperfetta, ma dotata di un certo fascino, anche per l'ottima prova di Kate Winslet, «The Reader» è tra i film sul tema dell'Olocausto più ricordati del cinema del nuovo millennio.

The Lady in Number 6: Music Saved My Life (2013) di Malcolm Clarke - Un curioso cortometraggio documentario, che ha vinto addirittura l'Oscar nella sua categoria. Al centro Alice Herz-Sommer, una pianista ebrea nata a Praga che, al momento della morte, nel 2014, era la più anziana sopravvissuta all'Olocausto. In questo breve documentario di grande presa emotiva, la donna racconta dell'importanza della musica e dell'avere un atteggiamento ottimista verso la vita. Da recuperare.

Senza destino (2005) di Lajos Koltai - Budapest, Seconda guerra mondiale. Travolto dalla tragedia del conflitto e dall'avvento del nazismo, il giovane ebreo Köves viene deportato in un campo di concentramento. Tra violenza, soprusi e aberrazioni, dovrà imparare a sopravvivere, facendo i conti con il proprio destino. Il poco conosciuto Lajos Koltai firma un prodotto dalle ambizioni quasi metafisiche nel rappresentare il dolore individuale che si fa sofferenza universale. Musiche di Ennio Morricone. Da vedere.

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