Cinema

I milioni del Recovery per fare di Cinecittà la «Hollywood europea»

Il progetto di sviluppo

di Andrea Biondi

3' di lettura

«Quando gli chiesero quale fosse la città in cui avrebbe preferito vivere, Fellini rispose: Cinecittà». C’è l’emblema del cinema in Italia, della sua storia, nella scritta che, facendo riferimento a un gigante come Federico Fellini, si presenta in apertura del sito web degli studios di Cinecittà. Ottantaquattro anni di storia – l’inaugurazione si tenne il 21 aprile 1937 – con oltre 3mila film che vi hanno preso vita, fra cui 51 pellicole che hanno vinto l’Oscar, Cinecittà rappresenta ancora oggi un punto fermo nel settore, con i suoi servizi, i suoi 19 teatri di posa e i 400mila metri quadrati di spazi per la produzione, a Roma.

Questa che registi e produttori di film, documentari, serie tv e video musicali rappresenta ancora una prima scelta per le “cornici” dei loro lavori (peraltro dal 28 aprile sono riprese le visite del pubblico con tutte le informazioni sul sito www.cinecittasimostra.it), è tornata sotto il controllo pubblico nel 2017 e la legge di Bilancio per il 2021 ne ha previsto la trasformazione da Srl in Spa, anche per creare l’opportunità di aprire ad altri soggetti pubblici, oltre al ministero della Cultura e a quello dell’Economia.

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Istituto Luce-Cinecittà si prepara ora a quello che a tutti gli effetti può rappresentare un momento di svolta. «Stiamo costruendo le condizioni per un salto di qualità assoluto: una grande operazione industriale per l'Italia e per Roma. Non è fuori luogo parlare di Hollywood europea», ha dichiarato lo scorso 19 novembre, in un’intervista proprio sul Sole 24 Ore il ministro della Cultura Dario Franceschini, anticipando il progetto di rilancio e raddoppio di Cinecittà.

Quel progetto ora ha una base finanziaria su cui poggiarsi. Ci sono infatti anche 300 milioni di euro per lo sviluppo dell’industria cinematografica, per il Progetto Cinecittà e per il Centro Sperimentale Cinematografia nel Recovery Plan da poco inviato a Bruxelles dal premier Mario Draghi.

Di quei 300 milioni, a quanto risulta al Sole 24 Ore 40 andranno per il rilanciare delle attività «della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – si legge nel Pnrr inviato a Bruxelles – mediante sviluppo di infrastrutture (“virtual production live set”) ad uso professionale e didattico tramite e-learning, alla digitalizzazione, all’efficientamento energetico ed alla modernizzazione del parco immobiliare ed impiantistico». Gli altri 260 saranno per il “progetto Cinecittà”.

L’intervento, si legge sempre nel Pnrr, è previsto per «potenziare gli studi cinematografici di Cinecittà gestiti da Istituto Luce Cinecittà SRL - società in cui il Ministero dell'Economia delle Finanze detiene il 100% della partecipazione e il Ministero della Cultura esercita i diritti del socio - per migliorare il livello qualitativo e quantitativo dell’offerta produttiva, aumentare la capacità di attrazione delle grandi produzioni nazionali, europee e internazionali e potersi confrontare con i grandi competitor internazionali quali Pinewood, Shepperton, Babelsberg e Korda».

Questo il quadro in cui si inserisce un’operazione che, stando alle informazioni al momento disponibili, va letta come da portare avanti in due tempi, ma anche con due diverse linee di intervento. Una parte, quella più consistente , riguarderà l’ammodernamento tecnologico e l’efficientamento energetico degli studios. Accanto a questi interventi per rendere il sistema sostanzialmente più efficiente, c’è tutta la parte, più contenuta quanto a mezzi finanziari, per l’ampliamento. Questo passerà anche per l’acquisizione di una nuova area prospiciente.

Quell’area è di proprietà di Cdp Immobiliare, partecipata al 100% da Cassa Depositi e Prestiti. E per quanto riguarda proprio Cdp già da qualche tempo (lo fece lo stesso ministro Franceschini nell’intervista di novembre al Sole 24 Ore) si valuta un piano per l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti in Istituto Luce-Cinecittà. I tempi non saranno immediati, ma incontri e conversazioni sarebbero in corso.

Il piano è stato intanto accompagnato anche da un restyling della società. Nei giorni scorsi sono stati nominati i nuovi vertici di Istituto Luce-Cinecittà con Chiara Sbarigia nel ruolo di presidente e Nicola Maccanico in quello di amministratore delegato.

Si tratta di due personaggi con ampia esperienza nel settore dell’audiovisivo. Chiara Sbarigia, già direttrice organizzativa del Roma Fiction Fest e direttrice operativa del Mia-Mercato Internazionale dell'Audiovisivo, lascia l’incarico di direttrice generale dell’Associazione Produttori Audiovisivi (Apa).

Nicola Maccanico ha dal canto suo ricoperto numerosi incarichi tra cui: executive vicepresident Programming di Sky Italia e amministratore delegato di Vision Distribution (società di distribuzione cinematografica nata dall'unione tra Sky Italia, al 60% del capitale, e 5 società di produzione indipendenti) da ultimo e senior vicepresident e managing director Theatrical and Strategic Marketing di Warner Bros Entertainment Italia.

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