ALTA QUALITA’

I molluschi di Olbia, eccellenze di una tradizione centenaria, approdano sul web

di Davide Madeddu


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2' di lettura

La filosofia è quella dei prodotti di nicchia, ma di qualità, destinati alla cucina di alto livello locale e internazionale. Cozze, vongole e tartufi di mare, ostriche e canolicchi. “Eccellenze” di una produzione che a Olbia festeggia i cento anni. E che i molluschicoltori, riuniti in consorzio, vorrebbero trasformare, grazie anche al web e alle interconnessioni dei social, “in un veicolo di promozione turistica come avviene con il tartufo di Alba”. Nel frattempo nel golfo della città gallurese si lavora per garantire il prodotto puntando “su qualità e certificazione”. I 150 ettari di mare gestiti dalle 18 coop garantiscono un'occupazione a 150 lavoratori diretti e una cinquantina dell'indotto, e assicurano una produzione che viaggia intorno a quarantamila quintali di cozze l'anno. “E' chiaro che si tratta di un'inezia rispetto al milione di quintali l'anno prodotti a livello nazionale – chiarisce Raffaele Bigi, presidente del Consorzio Molluschicoltori Olbia –. Il nostro è un prodotto che basa la sua forza su unicità e qualità. Basti l'esempio della vongola vera del Mediterraneo. O della stessa cozza”. Prodotti che finiscono per oltre il 60 per cento nel mercato regionale e nazionale. “Abbiamo appurato che le nostre cozze e molluschi -prosegue - vengono acquistati da almeno 600 ristoranti sardi”.

Foto d’epoca

Il resto finisce nel mercato internazionale di nicchia “perché si tratta comunque di un prodotto fresco che ha bisogno di tempi rapidi per il trasporto e consegna”. Le cozze, ma anche le vongole del Mediterraneo, così come gli altri prodotti, finiscono nei piatti che i ristoranti di alta cucina preparano “nella vicina Corsica a Londra, Parigi, Berlino e altri centri della Germania”.

Piccole fette di mercato “da preservare puntando su unicità di un prodotto distinguibile dagli altri per forma e sapore” anche attraverso il web e social (nuovo sito internet e profilo Facebook). Nel frattempo il consorzio porta avanti il progetto per tre marchi collettivi che riguardano la cozza, l'arsella e l'ostrica di Olbia. “Stiamo lavorando anche a un sistema di semi lavorati – prosegue -per poter utilizzare il sistema di vendita con l'e-commerce”.

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