TURISMO

I Musei Ferrari più visitati dei Mosaici di Ravenna

I due centri espositivi di Maranello e Modena dedicati al Cavallino Rampante, con 540mila biglietti staccati, sono i musei più visitati dell’Emilia Romagna e si battono con la Galleria Borghese di Roma. Gli undici musei dei motori, gli autodromi, le collezioni e i team dell’Emilia Romagna attraggono 1,8 milioni di turisti all’anno

di Ilaria Vesentini

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I due centri espositivi di Maranello e Modena dedicati al Cavallino Rampante, con 540mila biglietti staccati, sono i musei più visitati dell’Emilia Romagna e si battono con la Galleria Borghese di Roma. Gli undici musei dei motori, gli autodromi, le collezioni e i team dell’Emilia Romagna attraggono 1,8 milioni di turisti all’anno


3' di lettura

Le collezioni Ferrari sono in vetta alla classifica delle attrazioni più visitate in Emilia-Romagna, con numeri tre volte quelli della Basilica bizantina di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna. Di più, secondo l’Osservatorio turistico curato da Unioncamere regionale, Trademark Italia e Mailander, la rete di gallerie aziendali, collezioni private e autodromi dedicati ai bolidi su due e quattro ruote tra Piacenza e Rimini richiama ogni anno 1,8 milioni di turisti, di cui il 56% stranieri, con 1,2 milioni di presenze (pernottamenti).

Il mito Ferrari nei Musei di Maranello

Il mito Ferrari nei Musei di Maranello

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Testa a testa con la Galleria Borghese
Batteranno pure nel 2019 ogni precedente primato storico i due musei complementari del cavallino rampante: il Museo Ferrari di Maranello (focalizzato sulla scuderia Ferrari) e il MEF di Modena (Museo Enzo Ferrari, dedicato al fondatore del cavallino e alle supercar indimenticabili) che stanno inanellando crescite tali da competere per afflussi con la Galleria Borghese di Roma e luoghi-simbolo come Paestum e le Cappelle Medicee: 530mila biglietti nel 2017; 540mila nel 2018 e un dato in ulteriore ascesa in questi mesi, complici le mostre tematiche che attraggono tifosi e appassionati da tutto il mondo. Per il 65% si tratta di stranieri.

Più di 100mila alla Lamborghini
Si prepara a superare il muro dei 110mila biglietti staccati il Museo Lamborghini di Sant'Agata Bolognese, con un trend di crescita a due cifre, dopo il record dei cinque zeri raggiunto lo scorso anno. Nel museo Pagani, inaugurato due anni fa a San Cesario sul Panaro (Modena) le supercar Zonda e Huayra hanno richiamato quasi 20mila visitatori, il 70% dall'estero, in un solo anno. A Borgo Panigale il rosso Ducati ha messo il boost in questo 2019 grazie alle nuove mostre tematiche a rotazione, che ogni sei mesi arricchiscono i pezzi da collezione. Si è partiti lo scorso maggio con la mostra temporanea “Anatomia della velocità”, una rassegna degli studi sull'aerodinamica effettuati da Ducati in ambito racing e declinati poi sui modelli di serie per la MotoGP dal 2015 ad oggi.

La Maserati e la famiglia Panini
L’elenco continua con la collezione Maserati della famiglia Panini, il Museo Ferruccio Lamborghini ad Argelato, la Storia del Sic a Coriano e, attorno al circuito di Imola, il Museo Checco Costa, il Memoriale Gilles Villeneuve e le piste più famose in tutto il mondo: l'autodromo Enzo e Dino Ferrari a Imola, il Misano World Circuit Marco Simoncelli a Misano Adriatico, il Riccardo Paletti a Varano Melegari. Una passione motoristica che è anche business per il territorio, se si pensa che da solo il MotoGp di San Marino, in tre giorni di evento genera un impatto economico diretto di oltre 60 milioni di euro tra alberghi, ristoranti, trasporti con un moltiplicatore superiore a 7, secondo l'analisi Trademark Italia: ogni euro investito dall’organizzazione nel Gran Premio attiva 7 euro di spesa sul territorio.

La rampa della Dallara
Nel puzzle continuano ad aggiungersi tasselli, ultimo la Dallara Academy, a fianco della sede storica di Varano de’ Melegari: edificio polivalente su due piani, collegati da un’ampia rampa curva vetrata percorribile a piedi che funge da area espositiva con la storia e le auto nate dal genio dell’Ingegnere, oltre a laboratori didattici, un auditorium e aule universitarie. «Sono numeri frutto di un gioco di squadra tra istituzioni locali e privati - conclude l'assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini - che ha permesso di costruire attorno ai brand iconici un percorso suggestivo fatto di quattro autodromi internazionali, 11 musei, 16 collezioni, 188 team sportivi, e che tiene insieme passione e cultura, impresa e velocità. Un distretto che integrandosi con la Food valley, il patrimonio Unesco delle Città d'Arte, 110 km di Riviera, l’Appennino e il Delta del Po, diventa davvero un attrattore turistico mondiale».

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