Istituzioni culturali

I musei francesi e italiani a confronto sull’innovazione digitale

Gli istituti dialogano in un convegno promosso da ICOM e Business France Italia. Le imprese creative francesi si propongono al mercato italiano con soluzioni basate sull'intelligenza artificiale, ricostruzioni 3D e marketing digitale

di Giuseppe Cosenza

4' di lettura

Nella magnifica cornice di Palazzo Farnese, sede dell'Ambasciata di Francia in Italia, si è tenuto il convegno “Soluzioni digitali al servizio della gestione museale: un confronto costruttivo tra Italia e Francia”, organizzato da Business France Italia, l'Agenzia nazionale al servizio dell’internazionalizzazione dell’economia francese, da ICOM France e da ICOM Italia. L'evento, suddiviso in due tavole rotonde, ha messo a confronto le esperienze francesi e quelle italiane sul tema dell'innovazione tecnologica in atto nei musei e nelle aree archeologiche dei due paesi, in diversi ambiti di attività, come la realizzazione di mostre, la digitalizzazione del patrimonio, il marketing, la fidelizzazione dei visitatori, la visita a distanza e l'uso degli open data.

La realtà francese

Il primo tavolo di lavoro, moderato da Juliette Raoul-Duval, presidente di ICOM Francia, ha visto come protagonista, Bruno Girveau, direttore del Palazzo delle Belle Arti di Lilla e Victor Jacques, economista della cultura e Direttore dello sviluppo del MUCEM - Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo di Marsiglia. Girveau ha parlato di “EXPERIENCE GOYA” una mostra con 80 opere originali che ha offerto ai visitatori un’esperienza immersiva, estetica e sensoriale fatta di video, paesaggi sonori, esperienze tattili installate nella casa di Francisco Goya riprodotta fedelmente. La mostra, terminata lo scorso 14 febbraio, ha fatto scoprire due opere del maestro spagnolo, «Le giovani» (1814-1819) e «Le vecchie» (1810-1812) grazie a un allestimento ispirato al pensiero di Umberto Eco del museo consacrato ad ’’una sola opera’” dove un percorso progressivo conduce il visitatore a immergersi nell'epoca in cui la stessa è stata realizzata.

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Sistema abbonamento MUCEM, Marsiglia

Il secondo intervento di Jacques, a nostro avviso, è stato il più interessante della giornata, poiché ha illustrato una proposta di abbonamento museale molto innovativo e flessibile. Il sistema si ispira a quello adottato dal Museo delle Belle Arti di Montreal in Canada, una membership annuale che conta 88.000 membri, i quali rappresentano il 70% dei visitatori paganti, il 50% dei compratori del bookshop e il 98% dei donatori individuali. Il MUCEM, partendo da questo modello ha studiato il proprio mercato costituito da 1,2 milioni visitatori all'anno, (il 77% sono residenti in Francia, il 34% nel dipartimento di Bouches-du-Rhône, il 23% stranieri) e i dati dei consumi online del mercato francese, dove il 95% degli utilizzatori di Internet, tra i 16-64 anni, hanno un proprio smartphone, il 50% effettua ogni settimana un acquisto online, in media possiede 2,4 abbonamenti (Digital Report 2022), il settore culturale è il secondo per vendite su internet e l'80% degli acquisti avviene con carta di credito (Studio FEVAD 2021). Il risultato è stato un sistema integrato di biglietteria e di abbonamento totalmente smaterializzato disponibile sullo smartphone che permette al possessore di entrare e di uscire dal museo a suo piacimento. L'abbonamento è mensile, segmentato in tre fasce di prezzo, 3 euro per il visitatore singolo, 5 euro per chi è accompagnato da un'altra persona e 10 euro per chi si accompagna fino a tre persone. Il sistema permette microdonazioni, ad esempio di pagare 1 euro in più, per supportare le attività del museo e può essere annullato in qualsiasi momento. Un abbonamento simile a una palestra che permette al museo di conoscere le abitudini dei suoi visitatori e di fidelizzarli.

Tra il primo e il secondo tavolo le imprese culturali francesi presenti e sponsorizzate da Business France Italia hanno presentato le proprie soluzioni al mercato italiano. Si segnalano Arenametrix una piattaforma di CRM e di marketing museale, Gigascope, la fabbrica di immagini ad alta definizione e immersive riprodotte in 3D, ASK Mona, l'intelligenza artificiale al servizio dell'arte, UP Culture il percorso con QR code per gli innamorati e le postazioni mobili di osteofonia di Losonnate dove le vibrazioni sonore attraversano il corpo partendo dai gomiti, lungo braccia e mani fino ad arrivare alle orecchie del visitatore.

Trionfo di Bacco e Arianna, Annibale Carracci, affreschi della Galleria Farnese

I musei italiani

Il convegno si è concluso con la seconda tavola rotonda pomeridiana moderata da Adele Maresca Compagna, presidente di ICOM Italia, a cui hanno partecipato Flaminia Gennari Santori, direttrice delle Gallerie Nazionali d'Arte Antica di Roma che ha illustrato il progetto WeACT3, basato sull'adozione di soluzioni tecnologiche innovative messe a disposizione in maniera integrata da un gruppo di 12 partner (Associazione Civita, Avvenia, Consorzio Glossa, DM Cultura, Enea, Ericsson, Gruppo DAB, Logotel, Mastercard, Oracle, Vodafone e Wind Tre) a favore della valorizzazione delle Gallerie. Un progetto parzialmente realizzato a causa del sistema delle concessioni museali, che come spiegato dalla direttrice “Ha reso difficile la completa attuazione per quanto riguarda il sistema del ticketing”. L'incontro è continuato con la visita virtuale al Museo Laboratorio della Mente di Roma e poi con Laura Ronzon, direttrice delle Collezioni del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano che ha parlato del sistema degli open data e dei contenuti museali direttamente realizzati dagli utenti. Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo ha raccontato l'itinerario multimediale che attraversa il Foro Romano e il Palatino, arricchito da videoproiezioni, lightmapping, voci narranti e la mostra “Raffaello e la Domus Aurea” allestita nella Sala Ottagona fino al prossimo 3 aprile.

Immagini convegno

La tavola rotonda si è conclusa con l'intervento di Stephane Verger, direttore del Museo Nazionale Romano che ha illustrato il progetto URBS, parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che vanta uno stanziamento di 105,9 milioni di euro, attuato con Parco Archeologico dell'Appia Antica, il quale prevede la digitalizzazione delle collezioni del museo. A margine del convegno sono stati raccolti pareri dei direttori dei musei e della direzione generale musei riguardo al fenomeno degli NFT, Non Fungible Token e sulla possibilità di sfruttarne le enormi potenzialità economiche. Sul tema emerge molta prudenza e diversi direttori attendono con fiducia le indicazioni delle linee guida che a breve pubblicherà la Digital Library.

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